Bambino di sei anni rischia di annegare, lo salva un bagnino
Golfo Aranci, tragedia sfiorata davanti alla Terza spiaggia Il piccolo, finito sott’acqua, non si muoveva più: ora sta bene
GOLFO ARANCI. La Terza spiaggia, attorno a mezzogiorno, è invasa dai bagnanti. E’ uno dei litorali più sicuri di Golfo Aranci e proprio per questo motivo è frequentato da molte famiglie. Lì, l’acqua cristallina, è bassissima, anche quando ci si allontana dalla riva. E per i bambini è il luogo ideale per fare il bagno, per correre e divertirsi.
Eppure, ieri, in pochi centimetri d’acqua, è quasi annegato un bimbo di sei anni. Lo ha salvato il bagnino che lo ha soccorso per primo, in attesa che arrivassero le ambulanze del 118: quella del gruppo di protezione civile Monte Ruiu di Golfo Aranci e poi la medicalizzata da Olbia. Il piccolo è stato trasferito nella rianimazione del Giovanni Paolo II con l’elicottero dei vigili del fuoco, ma è in questo reparto solo per precauzione, perché le sue condizioni sono buone.
Marco, nome di fantasia, è sulla spiaggia insieme ai genitori, che vivono nel sud della Sardegna ma che hanno parenti in Gallura. Sta giocando in acqua proprio sotto l’albergo Gabbiano Azzurro, che ha una concessione sulla spiaggia e una qualificata assistenza ai bagnanti.
Il piccolo è in acqua, la madre è a poca distanza. Poi, all’improvviso, accade qualcosa. Il bambino perde l’equilibrio, cade in avanti, finisce sotto e comincia a bere. Il suo corpicino non si muove più. E’ una questione di istanti. La madre del piccolo lo tira su subito, comincia a urlare, il suo bambino è cianotico.
Li raggiunge Riccardo Bernardi, uno dei bagnini dell’hotel: afferra Marco, lo adagia su un lettino, gli pratica il massaggio cardiaco e il piccolo ricomincia a muoversi. Poi compie tutte le manovre per liberargli i polmoni dall’acqua, mentre nel frattempo lo raggiungono gli operatori dell’ambulanza della protezione civile e intervengono anche loro. Si fa spazio tra la folla pietrificata e scioccata, un medico di Vigevano, quindi giungono i suoi colleghi con la seconda ambulanza del 118. Il bambino viene stabilizzato, e intanto l’elicottero dei vigili del fuoco è pronto per il rapido trasferimento in ospedale.
I volti devastati dei familiari e delle tante persone che hanno assistito alla drammatica scena, cominciano a distendersi. Si intuisce che è tutto finito, che il bambino è stato salvato, che non corre più pericolo.
Quando l’elicottero si alza dall’immenso prato verde alle spalle del litorale, un operatore di un’ambulanza dice che Marco stava piangendo. Un buon segno, un ottimo segno. E’ come quando un neonato piange per la prima volta, appena lasciato il grembo materno. E’ il suo modo di annunciare il suo arrivo. Ed è stato il modo con cui Marco ha fatto sapere di essere rimasto, con tutte le forze, aggrappato alla vita. (s.p.)
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