Luca Goldoni: un grembiule da cameriera indossato da una donna grande e unica
«Io ho un piccolissimo appartamento sul mare a Porto Cervo, ma tutte le volte che sono venuto in Sardegna la mia casa erasolo una: il Gallura. Sì, la casa di Rita e Arnaldo, era la mia. Solo lì...
«Io ho un piccolissimo appartamento sul mare a Porto Cervo, ma tutte le volte che sono venuto in Sardegna la mia casa erasolo una: il Gallura. Sì, la casa di Rita e Arnaldo, era la mia. Solo lì stavo veramente bene». Luca Goldoni, scrittore e giornalista, vive a distanza e con grande dolore la morte di Rita Denza, perché non ha potuto allontanarsi da Bologna. Il suo ultimo saluto a “una donna semplice e meravigliosa” è ricco di ricordi, di aneddoti, di momenti felici, di lunghe chiacchierate. «L’immagine che ho di Rita è di una donna con un grembiule da cameriera che girava tra i tavoli e che ti chiedeva con gentilezza se tutto andasse bene - racconta Goldoni -. Mi è capitato anche di assistere a equivoci incredibili. Una volta, un signore, probabilmente arrivato al Gallura per la prima volta, si rivolse a Rita con queste parole: “Cameriera, scusi, può portarmi una bistecca al sangue?”. Rita rimase in silenzio e andò verso la cucina. Io poi mi rivolsi a quel signore spiegandogli che stava parlando con una delle cuoche più famose del mondo e non con una cameriera. E che non avrebbe mai dovuto chiederle una bistecca al sangue. Lui diventò tutto rosso, io gli dissi che aveva preso un grosso granchio. Sorrido ancora oggi, soprattutto se penso al periodo in cui, da inviato, ho girato il mondo scoprendo che il “Gallura” e Rita Denza erano veramente conosciuti ovunque. Ci tengo però a dire un’altra cosa: l’Italia dovrebbe essere profondamente riconoscente a Rita Denza, perché questa grande donna col grembiule da cameriera, grazie alla sua cucina unica, originale e creativa, ha fatto davvero moltissimo per il suo Paese» (s.p.)
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