Povertà, aumentano le famiglie assistite
L’opera di carità svolta dalla Diocesi è forte, ma servono più aiuti. I dati resi noti durante la rassegna di musica sacra
TEMPIO. Oltre dodici milioni di euro, metà in opere caritative, l’altra metà nella realizzazione di opere infrastrutturali che hanno significato lavoro e salari per la gente. Questo il risultato tangibile dell’impegno contro la povertà, messo in atto, sull’intero territorio, dal vescovo di Tempio, monsignor Sebastiano Sanguinetti. La cifra, assieme ad altri numeri meno confortanti di quelli appena riferiti, è stata svelata casualmente, da don Antonio Tamponi, parroco della Cattedrale di San Pietro, al termine della 24° Rassegna di canto e musica sacra, svoltasi in Cattedrale ed egregiamente organizzata dal Coro polifonico Città di Tempio San Pietro Apostolo. Don Antonio Tamponi, intervenendo per ringraziare gli artisti ( l’Accademia Gavino Gabriel, Giovanni ed Emanuela Puggioni, Luigino Cossu, Vincenzo Murino, Sos Astores di Golfo Aranci), gli organizzatori e il pubblico, partendo dal fatto che la rassegna avesse anche lo scopo di raccogliere fondi per la Caritas parrocchiale, ha voluto soffermarsi in particolare sul grave momento di povertà che, non solo Tempio, ma tutte le comunità della diocesi, stanno vivendo. «Nel giro di quattro anni, dal mio arrivo cioè - ha spiegato don Antonio Tamponi -, siamo passati da 26 famiglie assistite, cui diamo da magiare, a 86 famiglie che ho paura siano destinate a crescere ancora. Questo dato però - ha detto ancora il parroco - non è che la punta dell’iceberg di una situazione spaventosa contro la quale il vescovo per primo, che non ama però divulgare queste notizie, assieme alla comunità ecclesiale sta lottando». Don Antonio ha spiegato così che «i proventi dell’otto per mille, per volontà di monsignor Sanguinetti, vengono impiegati, per metà in opere di pura carità e il restante in opere infrastrutturali (restauro chiese, oratori, case parrocchiali e costruzione di nuovi edifici di culto). Questi lavori, affidati tutti ad imprese del territorio, creano posti di lavoro, smuovono l’economia e ridanno speranza. Oltre i proventi dell’otto per mille, in questa battaglia ìmpari contro la povertà vengono impiegati anche i fondi Cei, i contributi della Fondazione Banco di Sardegna e di altre fonti. Da parte del sacerdote infine il ringraziamento al Centro di Ascolto ed alla Caritas diocesana, «unico supporto rimasto aperto solo su base volontaria, nel territorio colpito dall’alluvione».
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