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Olbia

Tragedia di Bassa Trinita polemica sulla sicurezza

di Andrea Nieddu
Tragedia di Bassa Trinita polemica sulla sicurezza

La Maddalena, la morte di una turista cinquantenne a 20 metri dalla riva: ci si interroga sui servizi in spiaggia. Gallinaro: «Il bagnino non è obbligatorio»

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LA MADDALENA. Il giorno dopo la tragedia nella spiaggia di Bassa Trinita, in cui ha perso la vita Natalia Maovaz 50 anni, romana, per salvare il figlio e l’amichetto in difficoltà tra le onde alte, ci si interroga se quella vita poteva essere salvata. Il lido non è dotato di un servizio di salvataggio. La legge stabilisce che sia facoltativo dotare i litorali del bagnino. Spetta in pratica agli enti locali stabilire quando sia opportuno investire in sicurezza. Esistono due cartelli sulla strada in cui si spiega ai bagnanti che la spiaggia può essere pericolosa in particolari condizioni meteo marine. Ma è difficile pensare che i turisti si leggano a leggerli.

L’amministrazione comunale sostiene di avere la coscienza a posto. Bassa Trinita è una spiaggia libera. L’ente ha solo l’obbligo di mettere i cartelli con la dicitura «Attenzione balneazione non sicura per mancanza del servizio di salvataggio». «Questo dovere lo abbiamo assolto – spiega l’assessore Nicola Gallinaro –. Abbiam posizionato due cartelli in tre lingue nella strada che porta alla spiaggia».

La richiesta di mettere in sicurezza le spiagge era stata avanzata dall’allora gruppo Montella al completo. Gallinrao aveva risposto alla richiesta di maggiore sicurezza affermando e confermando che tutto era stato fatto secondo la legge. Anzi i cartelli erano stati sistemati anche a Palau e sui traghetti. «Siamo in regola – agginge Gallinaro –. Spetta poi al singolo scegliere se con certe condizioni del tempo uno vuole fare il bagno oppure no».

Anche la capitaneria conferma la teoria del Comune. Dal momento che si tratta di una spiaggia libera l’unico obbligo è il posizionamento dei cartelli indicatori del pericolo.

Il presidente del Parco, Giuseppe Bonanno, precisa che l’ente di via Giulio Cesare non ha competenza in materia. «Per un episodio così tragico – commenta –, dovuto a situazioni meteomarine senz'altro al di fuori dell'ordinario, non posso che esprimere le mie condoglianze alla famiglia. Penso che sia inopportuno, in una situazione del genere aggiungere altro. Se non che da parte dell'ente che presiedo c’è la massima disponibilità, sempre dimostrata anche in passato, alla collaborazione con tutti degli enti del territorio che devono garantire la sicurezza balneare».

La tragedia era avvenuta nel pomeriggio. Natalia Maovaz con il marito, il figlio e un amichetto avevano fatto una nuotata. Al rientro verso la riva i bambini avevano avuto delle difficoltà. Il marito della donna aveva aiutato il figlio, Natalia l’amichetto. Ma durante questa operazione è annegata.

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