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santa maria maddalena

La chiesa festeggia il bicentenario con 4 nuove statue

La chiesa festeggia il bicentenario con 4 nuove statue

OLBIA. La facciata presenta quattro nicchie. Vuote per vent’anni. Ma da oggi ospiteranno le statue degli evangelisti: Luca, Marco, Matteo e Giovanni. Una vera rivoluzione per la chiesa di Santa Maria...

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OLBIA. La facciata presenta quattro nicchie. Vuote per vent’anni. Ma da oggi ospiteranno le statue degli evangelisti: Luca, Marco, Matteo e Giovanni. Una vera rivoluzione per la chiesa di Santa Maria Maddalena, alla Maddalena. Anzi, un ritorno alle origini architettato dalla diocesi di Tempio. «La chiesa fu costruita nel 1814, esattamente 200 anni fa. Nel 1952, invece, per ingrandire l’edificio fu abbattuta la vecchia facciata e costruita una nuova, con uno stile del tutto diverso – spiega don Francesco Tamponi, direttore dell’Ufficio beni culturali della diocesi -. Ma nel 1994 si decise di ricostruire una facciata uguale a quella ottocentesca, comprese le quattro nicchie che un tempo ospitavano gli evangelisti, rappresentati tramite opere in latta». I vecchi simulacri però andarono perduti negli anni. Così adesso la diocesi colmerà quei vuoti con quattro statue nuove di zecca in polvere di marmo, unico materiale capace di resistere al maestrale. Sono alte 2 metri e 20 e sono realizzate dall’artista sassarese Corrado Desole, che ha un atelier a Porto Cervo e presto ne aprirà uno negli Emirati Arabi. Le statue degli evangelisti saranno sistemate (due a 15 metri d’altezza e due a 8) a partire da questa mattina, ma rimarranno coperte fino a lunedì, quando alle 18, alla presenza del vescovo Sebastiano Sanguinetti, saranno scoperte. La cerimonia darà il via ai festeggiamenti per i 200 anni della chiesa. Felice il parroco don Domenico Degortes: «C’è molta attesa nella comunità, delle statue se ne parlava da tanto. Quando ho dato l’annuncio in chiesa è scattato l’applauso». Entusiasta pure don Francesco Tamponi: «Questa è una operazione dall’indubbio valore artistico e culturale che segnerà per sempre uno dei luoghi simbolo del territorio gallurese e dell’intera Sardegna. Un luogo conosciuto e apprezzato a livello internazionale». L’operazione è costata alla diocesi 50mila euro. A settembre, invece, nella chiesa di Santa Maria Maddalena cominceranno importanti lavori di resyling. E anche in quella della Santissima Trinità. Questo grazie a un finanziamento da parte del Comune di 160mila euro in tutto. (d.b.)

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