Una discarica abusiva e una strada allagata vicino a Cala Sassari
Golfo Aranci, cumuli di rifiuti su una delle vie per la spiaggia E dai primi del 2013 un grosso tubo rotto crea un acquitrino
GOLFO ARANCI. Rifiuti in quantità industriali e grosse perdite d’acqua sono da almeno un anno e mezzo il pessimo biglietto da visita per la spiaggia di Cala Sassari: è quello che possono “ammirare” coloro che passano in via della Conchiglia, una delle due stradine che portano ad una delle località più amate del litorale golfarancino. Chi svolta dalla litoranea, dopo qualche decina di metri di strada sterrata non può non notare la presenza di tonnellate di materiale abbandonato su entrambi i lati della carreggiata, che si restringe visibilmente. C’è di tutto, soprattutto materiale di scarto di opere di edilizia, come mattoni, pavimentazioni, tegole (tante) e sanitari. Più avanti materassi, pezzi di vecchi armadi e cucine, divani. C’è anche la carcassa di una vecchia auto, ma anche, in grande quantità, sfalci e residui di potature, che evidentemente sembrava troppo faticoso conferire nei luoghi deputati. Uno spettacolo desolante a poca distanza da una località turistica. Le segnalazioni fatte in Comune non hanno sortito effetto, e così incoscientie maleducati hanno la sensazione di avere campo libero e continuano a riversare in quella che è divenuta una veradiscarica abusiva camionate di materiale, in alcuni casi inquinante.
Ma non è tutto: proseguendo verso la spiaggia, in un punto nel quale la strada forma un avvallamento, più o meno dall’inizio del 2013 la strada diventa un pantano e, in alcuni periodi, si forma un laghetto nel quale è impossibile transitare persino con un fuoristrada. Colpa di una perdita d’acqua da un grosso tubo, un prpblema che nonostante le segnalazioni fatte al Comune non è stato mai risolto: come spesso accade in casi come questo, infatti, è in corso il solito palleggiamento di responsabilità tra amministrazione e Abbanoa. Nel frattempo l’acqua continua a sgorgare copiosa, andando ad alimentare il piccolo stagno alle spalle della spiaggia e restringendo l’area di parcheggio delle auto.
I pericoli derivanti da questa situazione sono molteplici, da quello ambientale a quello paesaggistico, senza dimenticare che in caso di incendi quel materiale abbandonato rischia di sprigionare sostanze tossiche.
E, a proposito di roghi, il fatto che via della Conchiglia sia ridotta ad un acquitrino impraticabile per le auto e il fatto che l’area parcheggi a ridosso della spiaggia si sia ristretta, rappresentano un grosso rischio in caso di emergenza sia nel consentire l’intervento di soccorsi che per quanto riguarda il deflusso di auto e persone. Se Golfo Aranci vuole davvero puntare sul turismo non può fare finta di nulla. (apal)
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