Pensionati, un’estate in trincea
Oggi l’assemblea convocata per il rilancio delle politiche sociali
OLBIA. Basta leggere lo slogan per capire preoccupazioni e destinatario: «Non stiamo sereni». I sindacati dei pensionati riprendono posto in trincea e pretendono risposte concrete da parte del governo per quanto riguarda il rilancio delle politiche sociali.
In linea con la mobilitazione nazionale, dopo diversi incontri, le segreterie provinciali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno organizzato una assemblea per questa mattina, in programma dalle 10 alle 13 nella sala conferenze del museo archeologico. Si parlerà innanzitutto di fisco e previdenza. Ma si discuterà anche del quadro generale che attanaglia l’Italia e la Sardegna. I sindacati dei pensionati chiedono infatti un welfare pubblico che crei occupazione, una chiara ed efficace lotta agli sprechi e ai privilegi e la riduzione della tassazione sulle pensioni e sui pensionati, che negli ultimi 15 anni hanno perso il 33 per cento del proprio potere d’acquisto e che oggi risultano esclusi dalla manovra riguardante gli 80 euro mensili. Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil intendono anche concentrarsi sul contesto isolano. In Sardegna, infatti, sono oltre 100mila (su 360mila) i pensionati costretti a vivere al di sotto della soglia di povertà, vivendo oggi con meno di 500 euro al mese. Nell’isola la pensione media, di 686 euro al mese, è tra le più basse in Italia. I sindacati dei pensionati, inoltre, nelle scorse settimane hanno anche architettato una petizione popolare. Obiettivo: consegnare al governo Renzi più di un milione di cartoline di protesta, che riportano tutte le rivendicazioni della lotta dei pensionati. In Gallura, al momento, sono state raccolte 8mila cartoline. «Se ne avessimo avute di più avremmo raggiunto un risultato ancora più importante» commentano le segreterie provinciali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil. (d.b.)
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