La Nuova Sardegna

Olbia

Radiografia dei litorali, pochi gli abusi

di Stefania Puorro
Radiografia dei litorali, pochi gli abusi

In 24 giorni di missioni sulle spiagge sono stati controllati 22 stabilimenti balneari. Quasi tutti sono risultati in regola

25 luglio 2014
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OLBIA. Spiagge in regola e, soprattutto, sicure. Non è un caso. «E’ il frutto di un maggior dialogo tra autorità marittima e titolari di stabilimenti balneari», spiega Antonello Piras, tenente di vascello della guardia costiera e capo dell’ufficio relazioni esterne.

E’ lui a dare i numeri positivi di una prima serie di controlli svolti (via terra) sulle coste olbiesi dal 1° al 24 luglio scorso. Nel corso di undici missioni (sette programmate e quattro mirate) per 22 controlli complessivi, gli uomini della capitaneria hanno fatto una radiografia dei litorali per verificare eventuali irregolarità da parte di coloro che hanno le concessioni demaniali. Il risultato è confortante: soltanto tre le sanzioni amministrative elevate e due le denunce. Le sanzioni sono state emesse nei confronti di due titolari di stabilimenti balneari che non avevano le dotazioni di sicurezza previste dall’ordinanza della capitaneria; poi è stato sanzionato anche un giovane che vendeva gelati sulla spiaggia con un carretto più grande rispetto alle dimensioni autorizzate. Per i tre, dunque, è scattata la multa minima di 1032 euro. Denunciati, invece, per occupazione abusiva del demanio, i proprietari di due titolari di stabilimenti tra San Teodoro e Olbia: non avevano nessuna concessione.

«Questo a conferma che l’obiettivo della nostra attività di polizia marittima non vuole essere repressivo - aggiunge Piras - ; ci muoviamo in anticipo e, prima dell’inizio della stagione, organizziamo una serie di incontri con i concessionari».

Anche nella giornata di ieri gli uomini della capitaneria hanno controllato diverse spiagge. «Il nostro primo compito è quello di chiedere il titolo concessionario per accertare subito se la porzione di spiaggia occupata corrisponde a quella assegnata dal Comune. Che cosa può capitare a questo punto? Se tutto è in ordine, non esiste alcun problema. Ma se la una concessione è scaduta (e qui è chiaro l’abuso) viene emessa un’ordinanza di sgombero. Il terzo caso di fronte al quale spesso ci siamo trovati (ma anche le situazioni di questo tipo stanno ormai scomparendo) è un’occupazione del litorale molto più estesa rispetto a quella autorizzata. E qui siamo nel campo delle violazioni penali. Poi, da parte nostra - prosegue Antonello Piras -, avviene la verifica della sicurezza balneare, in base a ciò che prevede la nostra ordinanza (la numero 30 del 2013). Chi deve garantire dunque la sicurezza sulla spiaggia? Laddove non ci sono concessioni, deve pensarci il Comune. Il quale dovrebbe “inviare” sul litorale libero un bagnino. In sua assenza, è obbligatorio affiggere un cartello (quando non viene distrutto dai vandali) sul quale deve esserci scritto “attenzione: balneazione non sicura per mancanza di servizio salvataggio”. Dove invece ci sono stabilimenti balneari che occupano la spiaggia con ombrelloni e sdraio e che sistemano il cosiddetto “corridoio di lancio”, è obbligatorio seguire tutte le norme di sicurezza e disporre delle dotazioni richieste».

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