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Olbia

Fresi: «Questa giunta vive alla giornata»

di Serena Lullia
Fresi: «Questa giunta vive alla giornata»

Arzachena: il capogruppo di minoranza, Pd, accusa la maggioranza di non programmare. Colpa anche della crisi interna

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INVIATA AD ARZACHENA. Moderato, mai sopra le righe. Diplomatico della politica. Fabio Fresi, capogruppo del Pd in Consiglio, usa toni pacati ma pungenti ma per fare il bilancio dei primi due anni della giunta Ragnedda. Per Fresi la maggioranza vive una situazione stagnante, zavorrata da promesse elettorali troppo pesanti, da una crisi interna mai ammessa, dalla mancanza di una prospettiva di lungo termine.

Che giudizio esprime sui primi due anni di amministrazione?

Non si può che rimanere spiazzati, delusi, da quella che doveva essere una rivoluzione civica per Arzachena, votata a larga maggioranza. Una illusione che è finita presto. Basta dare uno sguardo alla città per rendersi conto di ciò che non è stato fatto. O chiedersi più semplicemente se la qualità della vita sia migliorata rispetto al passato. Purtroppo devo rispondere di no. Non ci bastano quattro fiorellini nella via, seppur graziosi, o l’inversione di un senso unico spacciato per pista ciclabile, utili più per distrarre che per risolvere i problemi veri.

Qual è la più grande promessa non mantenuta dalla giunta?

Difficile indicare una cosa sola. Sfogliando il programma elettorale ci si imbatte in promesse pesanti. Come il Centro di assistenza territoriale sanitaria h24, su cui il Comune non ha competenza decisionale. Ma i cittadini ci hanno creduto. O l'approvazione delle linee guida del Puc entro sei mesi, trasformate in 3 anni nel primo discorso del sindaco in Consiglio comunale.

E il più grande errore?

In due anni abbiamo visto tanti pasticci. Fantasiose interpretazioni edificatorie sulle zone F, scambi di standard di discutibile interesse pubblico, intricate delibere sulle zone H sospese poi dal tribunale, vedi Harrods. Ma credo che il più grande errore di questa maggioranza sia navigare a vista, vivere alla giornata. Approvare provvedimenti singoli senza programmare. Un esempio su tutti: in Consiglio continuano ad arrivare pratiche urbanistiche specifiche. Quando sarebbe meglio lavorare sul Puc, sulla visione generale.

Questa incapacità di programmare potrebbe essere legata alle voci di crisi interna?

La maggioranza nega una crisi che c’è. I segni di frizione interna sono emersi anche nell’ultimo Consiglio. Chiederemo al sindaco di spiegare cosa succede.

È molto critico con la maggioranza, ma anche la minoranza non è stata molto incisiva in questi due anni, un po’ troppo morbida.

Potevamo fare di più. Quando ci siamo insediati c’era molta aspettativa su questa maggioranza eletta con una vittoria schiacciante. Ci siamo detti: facciamoli lavorare. Forse c'è stato un eccesso di fiducia in loro, legata a un grande consenso. Ma ora si cambia. Faremo una opposizione più puntuale, ma sempre responsabile e costruttiva. Controlleremo con attenzione tutti gli atti di giunta, Consiglio, commissione. Di certo non faremo una opposizione fondata sulla demonizzazione dell’avversario politico, in un recente passato prassi consolidata del fare minoranza. Il Pd, insieme ad Arzachena concreta, quel tipo di contrapposizione politica l’ha rinnegata sin dall’inizio. Siamo convinti che abbia portato un forte malessere nella comunità. Questi metodi non appartengono alla nostra cultura.

Tra le accuse che rivolgete alla maggioranza c’è l’assenza di Arzachena sui grandi temi galluresi e isolani. Cosa intende?

Arzachena è assente dal panorama politico regionale. Per fare un esempio. La Olbia-Arzachena-Santa Teresa sembra non interessare ai nostri amministratori. Quando varrebbe la pena fare una battaglia di civiltà. Oggi se abbassiamo la guardia c’è il rischio che quei finanziamenti vengano destinati altrove. Ma non c’è solo la strada. Arzachena non ha mai espresso un giudizio sul San Raffaele, sull’accorpamento della Asl.

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