Budoni, due plessi scolastici sono a rischio
Il consiglio d’istituto contesta il sindaco Porcheddu sulla possibile chiusura a Tanaunella e Solità
BUDONI. C’è molto dibattito ma anche tanti timori a Budoni sul fronte della scuola. Nei giorni scorsi c’è stato un affollato consiglio di Istituto per discutere sulla paventata chiusura dei plessi di scuola primaria nelle frazioni di Tanaunella e Solità. Convocati dall'organo collegiale, il sindaco Giuseppe Porcheddu e l'assessore all'istruzione Franco Maccioni, sono stati invitati dall'assemblea per ricevere chiarimenti sulle mosse che voleva fare l’amministrazione comunale, ma anche per trovare una soluzione condivisa con la scuola, secondo quanto previsto dalle norme attualmente in vigore. In sostanza, infatti, a parere del Consiglio di Istituto, il plesso che sarebbe possibile chiudere nell'anno scolastico che ormai sta per cominciare, sarebbe solo uno.
« L'ampliamento della sede centrale di Budoni – secondo i rappresentanti del consiglio d’istituto – non sarebbe infatti in grado di ospitare le 13 classi assegnate complessivamente dall'ufficio scolastico provinciale, disponendo di sole 10 aule. In tal senso si era già espresso con un documento approvato all'unanimità anche il Collegio dei docenti e il Consiglio di Istituto e una diffida era stata inoltrata anche dalla rappresentanza sindacale della scuola».
Va sottolineato come entrambe le rappresentanze dei lavoratori avevano nettamente stigmatizzato la decisione unilaterale del Comune di Budoni. Viene contestata infatti la possibilità che lo stesso potesse agire in deroga alle norme nazionali sulla formazione delle classi e sulla conseguente determinazione dell'organico, derivante da precisi criteri stabiliti dal ministero del'istruzione e certamente non nella disponibilità dell'amministrazione comunale di Budoni.
Anche il dirigente scolastico aveva ribadito che allo stato attuale l'ampliamento della scuola non è stato neanche completato, che non esiste alcun accordo con la scuola per l'eventuale chiusura dei plessi e, pertanto, la scuola ha provveduto a fare la richiesta all'ufficio scolastico provinciale di un organico e un numero di classi in linea con quanto previsto dalle norme in vigore.
Un incontro abbastanza acceso visto che, peraltro, molti numeri esposti a sostegno della chiusura dei plessi da parte del sindaco Giuseppe Porcheddu sono stati contestati apertamente dall'assemblea. La proposta del sindaco di San Teodoro di accorpare classi a tempo pieno con classi a tempo normale per consentire a tutti gli alunni di essere ospitati nella nuova struttura è stata infatti ritenuta irricevibile dall'assemblea del consiglio d’istituto, di dubbia legittimità e di certo non nelle prerogative dell'ente locale .
Il sindaco Porcheddu ha poi dichiarato l'incertezza per il futuro della garanzia del tempo pieno per l'assenza a tutt'oggi del bilancio previsionale del comune di San Teodoro necessario per l'attivazione del servizio mensa. L'assemblea scolastica su questo punto ha sottolineato che «questa sarebbe una scelta politica della quale si assumerebbe tutta la responsabilità di fronte ai genitori del proprio comune che si vedrebbero privati di un servizio per l'attivazione del quale avevano in passato fatto una forte campagna di informazione per una migliore offerta formativa dei propri figli»
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