«Ci sono i numeri per l’Autorità portuale»
Il coordinatore regionale dell’Idv Giommaria Uggias: il core network TenT non ci penalizza ma deve decidere il governo
OLBIA. L’esclusione del porto di Olbia dalla rete dei corridoi infrastrutturali europei non provocherà disagi alla Sardegna. È anzi la conferma di una conquista che porta l’isola all’interno del core network Ten-T, perché nel confronto che ha portato l’Unione europea a mettere a punto il progetto sono stati inseriti il porto e l’aeroporto di Cagliari, altrimenti destinati a finire con gli scali galluresi sotto il coordinamento dell’Autorità portuali di Palermo. Il ruolo della Sardegna è stato affermato grazie a un emendamento presentato allora dall’europarlamentare dell’Idv Giommaria Uggias, che ha preso parte all’elaborazione in quanto all’epoca presidente della Commissione Trasporti del Parlamento di Bruxelles. Il nodo dell’accorpamento delle autotità portuali è ancora tutto da sciogliere e l’ipotesi più accreditata nelle linee del governo nazionale prevede la perdita dell’autonomia di Olbia con il passaggio gestionale all’Autorità di Cagliari, che sarebbe unica in Sardegna. Ma la definizione del core network europeo senza Olbia potrà determinare effetti negativi sul piano di accorpamento delle Autorità portuali? «Va detto nella massima chiarezza – precisa il politico gallurese Giommaria Uggias –, nessuna conseguenza negativa discende dalla programazione trasportistica europea rispetto al processo di accorpamento delle autorità portuali, i cui criteri selettivi nascono esclusivamente dalle scelte del governo nazionale».
Questo vuol dire che per Olbia la perdita dell’autonomia gestionale del porto non è irreversibile?
«Se comunque il riferimento logistico-giuridico adottato dal governo nazionale è collegato al core network Ten-T non si comprende perché nella rete nella rete principale dei porti possa aggiungersi Civitavecchia e non anche Olbia che con il nord Sardegna ha certamente numeri e caratteristiche tali da affermare la propria autonomia».
Facciamo un passo indietro: la proposta iniziale della Commissione Europea non ricomprendeva l'intera Sardegna e anche allora si discuteva di accorpare le autorità portuali sarde a Palermo.
«Il testo della Ten-T era già frutto di lunghe interazioni tra Commissione e Governi nazionali per cui il suo contenuto si presentava molto rigido e difficilmente emendabile in quanto un'apertura a modifiche avrebbe determinato di centinaia di emendamenti».
Tuttavia in Commissione, nonostante l’ostilità dei governi a recepire emendamenti, lei li presentò per l'inserimento dei porti e degli aeroporti sardi di Olbia e Cagliari nel core network delle TenT.
«Il lavoro parlamentare in commissione Trasporti ha consentito di raggiungere un consenso sufficiente tra i parlamentari per un limitato numero di emendamenti che hanno avuto validi argomenti per essere accolti e, per quanto ci riguarda, il tema principale è stata la considerazione che le isole maggiori del Mediterraneo, quelle con popolazione oltre un milione e mezzo di abitanti, non potevano rimanere escluse della rete principale».
Così la Sardegna è stata salvata?
«Certo. Solo grazie a questo lavoro é stata recuperata la Sardegna attraverso l'inserimento del porto e dell'aeroporto di Cagliari e di questo risultato occorre essere soddisfatti per le conseguenze positive che ne possono derivare sia in termini di programmazione che di interventi strutturali».
Se il Parlamento Europeo avesse mantenuto l'originaria esclusione della Sardegna?
«In quel caso i porti dell'isola sarebbero rientrati sotto il coordinamento dell'autorità portuale di Palermo».
Perchè Olbia in quella occasione non è stata inclusa nel core network?
«Non è stato inserito in quanto non presentava due requisiti, ovvero l'avere il Piano regolatore generale approvato, ossia lo strumento di programmazione, e presentare le caratteristiche di interoperabilità, compresa quella ferroviaria».
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