Doppio toponimo storico: “Terranoa” e “Tarranoa”
Il Consiglio comunale decide di abbinare le denominazioni in gallurese e in sardo L’assessore Bacciu: stiamo lavorando per il ritorno dei vecchi nomi delle spiagge
OLBIA. Un passo decisivo verso la valorizzazione dei toponimi in lingua sarda di Olbia è stato compiuto nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, che non senza accese discussioni ha approvato la proposta di delibera sull’argomento che faceva seguito a una precisa richiesta della Regione diretta a tutti i Comuni. Olbia era uno dei pochi centri a non aver ancora preso una decisione, forse per le difficoltà legate alla storia della città e dei suoi nomi che lascia parecchio spazio alla discussione. Ora i consiglieri hanno deciso di affiancare alla denominazione della città sia quella in sardo “Terranoa”, che quella in gallurese “Tarranoa”, in modo da accontentare le due anime della comunità. Un voto che comunque non appiana eventuali polemiche, dato che i nomi nel corso della storia sono cambiati più volte e che comunque quello originario, greco, è comunque Olbìa (la felice, la prospera), con l’accento sulla “i”. E come dimenticare le denominazioni Civita e Phausiana, o le varianti che hanno preceduto il ritorno a “Olbia” del 1939? Quale conta di più nella cultura locale?
Davide Bacciu, assessore ai lavori pubblici, che da settembre ha rilevato dal sindaco Giovannelli la delega alla toponomastica che, tra i suoi compiti, ha anche quello della valorizzazione dei toponimi storici: «Nel 2009 la Regione mandò una nota a tutti i Comuni chiedendo loro di deliberare sui toponimi ufficiali in sardo della città e dei paesi. Il nostro ufficio toponomastica aveva già espresso il parere che Olbia dovesse avere due toponimi, uno in sardo e uno in gallurese. Nell’ultimo Consiglio si è finalmente dato corso alla delibera bloccata, presupposto tra l’altro per ottenere dalla Regione finanziamenti dedicati per attivare la cartellonistica».
Ma nel settembre 2013 il Consiglio, su iniziativa del sardista Fancello, aveva anche deliberato sui toponimi di alcune località marine che per vari motivi nel corso del tempo erano stati modificati: ad esempio Rena Manna, diventata spiaggia Ira (in onore dell’attrice Ira Furstenberg che vi costruì una villa), Altro obiettivo è il ripristino dei toponimi di aree marine, cambiandole (come Rena manna diventata Spiaggia Ira, da quando l’attrice Ira Furstenberg vi costruì la villa), Liscia di lepparu (Portisco), Muriscinu (Pellicano), Sa Foghe (Mogadiscio) e tanti altri. «Nessuna volontà di cancellare nomi ormai consolidati – dice Bacciu –, ma dopo aver diviso il Comune in macrozone stiamo lavorando insieme all'ufficio lavori pubblici, per affiancarli a quelli storici partendo dalle aree marine. Stesso discorso per alcune strade, il cui ritorno alla denominazione originaria è già passato in Giunta».
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