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Olbia

Dormitorio polveriera: finisce a botte

 Dormitorio polveriera: finisce a botte

Da giorni un senzatetto semina il panico tra gli ospiti e i volontari del centro di assistenza. Intervengono i carabinieri

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OLBIA. Ha picchiato due ospiti del dormitorio e ha distrutto il salottino della struttura. Un uomo di origini siciliane, sulla quarantina, da oltre una settimana sta tenendo sotto scacco il centro per senzatetto di via Canova. Per quindici giorni ha passato la notte all’interno del dormitorio. Dopo aver disatteso le regole interne in diverse occasioni, però, all’uomo non è stato più consentito l’ingresso. E così da sabato 9 agosto ha cominciato una preoccupante protesta davanti alla struttura, fatta di minacce e provocazioni rivolte a tutti. Ogni sera, sempre durante la fase di accoglienza. Venerdì, poi, la situazione è degenerata del tutto. L’uomo prima ha lanciato una busta piena di fichi d’India addosso a un operatore. Poi ha addirittura colpito al volto un ospite del dormitorio. Allontanatosi da via Canova, è tornato qualche ora dopo e ha sfondato la porta d’ingresso, per poi introdursi nella struttura, distruggere il salotto e colpire un altro ospite con una tavola. Alla fine l’uomo è stato portato via durante la notte dalle forze dell’ordine, ma ieri sera, quando si pensava che l’incubo fosse finalmente finito, si è ripresentato attorno alle 20. Stesso atteggiamento e solite provocazioni. Per fortuna per i due ospiti aggrediti non ci sono state gravi conseguenze, solo un viaggio al pronto soccorso per una medicazione. L’aggressore è stato invece denunciato dagli operatori del dormitorio, anche se ancora non sono stati presi seri provvedimenti e non si è riusciti neanche ad applicare il trattamento sanitario obbligatorio. La situazione, dunque, continua a essere parecchio tesa e preoccupante. Ma questo non è l’ultimo caso di violenza registrato davanti al dormitorio per senzatetto. La struttura di via Canova, gestito dalla Caritas, che ogni notte accoglie fino a 30 persone di ogni nazionalità, è spesso teatro di comportamenti incivili e violenze. Due anni fa, per esempio, un uomo aveva pestato e mandato all’ospedale un volontario della struttura, mentre quest’ultimo cercava di far rispettare le regole per l’accesso. Lo scorso novembre, invece, un altro senzatetto aveva chiesto di entrare nella struttura alle 3 del mattino, decisamente fuori tempo massimo. E dopo aver ricevuto una risposta negativa ma cortese, l’uomo aveva quindi pensato di vendicarsi danneggiando l’auto del responsabile a calci e pugni. Gli operatori sociali che prestano servizio in via Canova, dunque, si trovano costretti a lavorare in condizioni di scarsa sicurezza, per giunta per poche centinaia di euro al mese. Una situazione sempre più grave, tanto da mettere a repentaglio anche l’incolumità degli ospiti che si presentano davanti agli ex ambulatori Asl con la sola intenzione di passare la notte sotto un tetto e tra lenzuola pulite. Per questo la speranza è che si riesca a trovare presto una soluzione capace di scongiurare qualsiasi rischio, intensificando i controlli soprattutto durante l’orario di ingresso. (d.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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