Disabile sulla carrozzina vuol darsi fuoco: fermato

Disoccupato e sotto sfratto, va in municipio e chiede casa e lavoro al sindaco Quindi si cosparge con un liquido infiammabile. Lo salva la polizia locale

OLBIA. Ha cercato di darsi fuoco dopo essersi cosparso con un liquido infiammabile, probabilmente dell’alcol, proprio davanti all’ingresso del municipio. E una volta fermato ha raccontato una storia di disperazione, povertà e emarginazione, tenendo per diverse ore in apprensione sia la polizia locale che i dipendenti del Comune e i passanti.

Il protagonista è un disabile 45enne, sposato e con tre figli, che ieri in mattina in sedia a rotelle ha raggiunto il primo piano del palazzo municipale. Voleva parlare con il sindaco e Gianni Giovannelli ha sentito con le sue orecchie il racconto di un uomo che ne ha passate di tutti i colori e che in questi giorni ha raggiunto il culmine della disperazione: sta per essere sfrattato da una casa già inadatta alle sue condizioni a causa delle barriere architettoniche e che è stata resa inabitabile dall’alluvione. Il proprietario infatti ha deciso di venderla ed è sotto sfratto esecutivo. Ma quel che è peggio l’uomo è senza lavoro, così come la moglie, e lui vorrebbe un’occupazione almeno per lei, in modo da sostenere la famiglia. Il primo cittadino ha cercato di dargli qualche garanzia, ha sentito l’assessorato ai servizi sociali e si è accertato che la pratica per una nuova abitazione è in stato avanzato.

Ma l’uomo in carrozzina ormai non crede più a nulla e una volta tornato in corso Umberto ha tirato fuori una bottiglietta gettandosi addosso un liquido, forse alcol. Gli agenti della polizia locale, che lo tenevano d’occhio, si sono precipitati verso di lui strappandogli la borsa e impedendo che prendesse in mano l’accendino. Ai sanitari del 118 intervenuti ha firmato una liberatoria e si è allontanato.

Nel pomeriggio però è tornato alla carica sotto le finestre del municipio e ha avuto un lungo colloquio con il comandante della polizia locale, Gianni Serra, che ha cercato di capire come fare per aiutarlo, il tutto davanti a frotte di turisti stranieri che passavano senza accorgersi di quanto stesse accadendo, incuriositi solo dalla presenza di qualche divisa. Quindi il disabile si è allontanato verso il molo Bosazza, seguito da agenti in borghese che temevano qualche altro gesto inconsulto. Qualche ora dopo è stato richiesto un Aso (accertamento sanitario obbligatorio) in considerazione delle particolari condizioni emotive e psichiche ed è stato condotto in ospedale. Il giorno prima era accaduto un altro episodio; una persona minacciava di darsi fuoco se il Comune non gli avesse dato i soldi per prendere la nave. (apal)

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