La Nuova Sardegna

Olbia

Tavolara, la mucillagine ora è diminuita

di Antonello Palmas
Tavolara, la mucillagine ora è diminuita

I nuovi campionamenti hanno dato buoni risultati: rientra l’allarme nell’Area marina protetta

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OLBIA. L'alga killer fa un po' meno paura: la presenza della mucillagine è infatti calata un po' ovunque, probabilmente grazie al vento: lo dicono i più recenti esami delle acque nell'Area marina protetta di Tavolara dopo l'allarme creatosi dopo il ciclone Cleopatra per la crescita della presenza in particolare della Chrysophaeum taylorii, capace di creare antiestetici ammassi che insidiano la bellezza dei luoghi. L'alluvione del 18 novembre aveva infatti provocato uno squilibrio, a causa della anomala immissione in mare di acqua dolce, terra e fango, con l'arrivo in mare di sostanze nutritive che avevano cambiato alcuni parametri e l'alga aveva fatto nuovamente capolino anche nelle zone costiere, con grande preoccupazione di studiosi ma anche di operatori turistici e vacanzieri. Ma gli ultimi dati sono confortanti. Da inizio agosto sono stati condotti nuovi monitoraggi aventi ad oggetto le microalghe produttrici di mucillagine presenti nelle acque dell'area marina e in particolare, la temuta Chrysophaeum taylorii, specie tipica dei mari tropicali. Nel corso dell'ultimo campionamento, condotto la scorsa settimana, il numero di cellule nei campioni raccolti è risultato molto simile a quello registrato a inizio agosto, con densità elevate soprattutto a Porto San Paolo. L'unica eccezione è un lieve aumento della densità cellulare della microalga registrato nel sito di campionamento in prossimità di Tavolara.

La situazione a livello di mucillagine sul substrato, invece, è notevolmente migliorata in tutta l'area marina; a Porto San Paolo gli ammassi mucillaginosi sul substrato sono risultati significativamente meno abbondanti rispetto a due settimane fa, così come a Punta Don Diego, un altro sito assai colpito dalla fioritura di fine luglio. Un po' ovunque nella parte nord dell'Amp sono visibili piccoli ammassi fluttuanti trasportati dalle correnti ma nessuna grossa chiazza di mucillagine, che sembra essere stata dissolta dai venti che hanno spazzato la zona nei giorni scorsi. Infine, non sono stati osservati ammassi mucillaginosi sul substrato a Punta Aldia, in prossimità dell'isola Proratora e a Molara, dove anche il numero di cellule nei campioni raccolti è risultato essere molto basso.

La Chrysophaeum taylorii ed è una microalga originaria delle barriere coralline che da qualche anno è arrivata anche in Sardegna importata da navi provenienti dall'Oriente, che caricano acqua come zavorra nell'Oceano e poi la scaricano nel Mediterraneo per alzare la linea di galleggiamento, oppure con il trasporto di specie allevabili. Il rischio è che si creino seri problemi agli organismi marini autoctoni, alla pesca e al turismo: nel 2007 l'allarme fu particolarmente forte. Per consentirne lo studio a una ricercatrice di Pavia che collabora con l'Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, Sarah Caronni, e capire come e se si può combattere il fenomeno, l'Amp ha chiesto alla Capitaneria l'interdizione della zona all'ancoraggio delle imbarcazioni a Punta Don Diego per tutta l'estate.

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