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Il concerto in cattedrale diventa una lezione di musica

di Andrea Nieddu
Il concerto in cattedrale diventa una lezione di musica

LA MADDALENA. Il concerto del maestro Vincenzo La Cava è stato un grande evento che ha riscosso consenso unanime. La cattedrale di Santa Maria Maddalena era stracolma di turisti e residenti che hanno...

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LA MADDALENA. Il concerto del maestro Vincenzo La Cava è stato un grande evento che ha riscosso consenso unanime. La cattedrale di Santa Maria Maddalena era stracolma di turisti e residenti che hanno trascorso 2 ore ascoltando brani classici. La serata, commentata da Saverio Minunno, ha seguito un percorso inconsueto. Si è parlato di Mozart considerando che alcuni scienziati americani ritengono, dopo una serie di studi, che la sua musica trasformi le menti degli esecutori, fino ad asserire che l'ascolto indiscutibilmente giovi al corpo e allo spirito.

Così Ecco il maestro Vincenzo La Cava ha proposto una sua interpretazione del concerto in Do maggiore alle centinaia di ascoltatori incantati, talmente sorpresi fino a trattenere gli applausi di consenso per non interrompere e disturbare la preziosità di questa musica possente.

Durante la lezione si è parlato di musica che viene diffusa negli ospedali, e come d'incanto Chopin, con lo Studio (opera 10), Tristezza e il Notturno (opera 9), dove la velocità del metronomo, regolato ad una velocità inferiore al battito cardiaco dei presenti ha infuso quel benessere psico-fisico fino a commuovere i presenti, per poi incalzare le emozioni con altri celebri melodie come “Lezione di piano” di Michael Nyman e “La vita è bella” di Nicola Piovani. E quindi scoprire che gli applausi erano unanimi e sinceri, una liberazione nell'aver capito che quella a cui si stava assistendo era una serata magica, dove il messaggio non era tanto il concerto quanto una nuova forma di comunicazione. Come d'incanto tutta la sala ha uniformato il modo di recepire, mentre il maestro Vincenzo La Cava diffondeva le note immortali della mozartiana “Per Elisa”, il “Volo del calabrone”, o brani tratti da film come “L'ultimo dei mojcani”, “Il gladiatore”. Alla fine tutti d’accordo: quella è la vera musica, proposta con gli accostamenti che Saverio Minunno ha saputo fare, con un'esecuzione oltre la perfezione, con una fusione delle armonie e dei silenzi raramente ascoltabili.

Il concerto si è concluso con un più che richiesto bis che ha visto eseguire “The Crave”, di Jelly Roll Morton, classificato tra i più difficoltosi brani ragtime, e il celeberrimo “The Entertainer” di Scott Joplin, ove dai tasti della tastiera sono esplose tutte le emozioni di una serata musicale coinvolgente.

Ultimo brano in programma è stato “Il concerto di Aranjuetz” che ha riportato tutto il pubblico nell’austera Spagna di Rodrigo con i suoni di una chitarra che si fronteggiavano con un pianoforte dal suono limpido e possente.

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