Ruspe al lavoro nel canale nove mesi dopo l’alluvione
Al via il cantiere comunale per la sistemazione del famigerato Rio Siligheddu che lo scorso 18 novembre ha devastato i quartieri Isticcadeddu e Baratta
OLBIA. Camminare da queste parti adesso fa uno strano effetto. L’acqua scorre lentissima e soltanto in alcuni punti riesce a superare i dieci centimetri di profondità. Tutto attorno dominano invece le ferite provocate da un fiume completamente impazzito, rabbioso e violento come l’onda di uno tsunami, che nel giro di pochissimi minuti riuscì a strappare gli argini in cemento armato e a uscire dal suo letto, per poi entrare con immane prepotenza nelle case e nelle vite di mezza città. Il rio Siligheddu ha ucciso e causato danni che sembrano incalcolabili. E adesso si sta lavorando per ricostruire i suoi argini saltati in aria il 18 novembre.
Da una settimana operai e tecnici di una società ligure sono al lavoro lungo il canale per riportare la situazione come era prima dell’alluvione.
I lavori. In questo caso il Comune ha beneficiato di un finanziamento di 800mila euro. Una somma che è parte dei fondi per la ricostruzione e la messa in sicurezza stanziati qualche mese fa da Giorgio Cicalò, ex commissario straordinario per l’emergenza. E a vincere la gara d’appalto è stata una impresa ligure. «Ma c’è stato un ribasso d’asta e andremo a spendere tra i 500mila e i 600mila euro – spiega Giovanna Spano, assessore comunale all’Ambiente -. Per questo chiederemo di svolgere altri lavori con quei soldi che restano». I lavori sul rio Siligheddu sono stati consegnati lo scorso 25 agosto all’impresa d’appalto e l’obiettivo adesso è quello di terminare l’opera entro il prossimo mese di ottobre. Praticamente all’inizio della stagione delle piogge.
I nuovi argini. L’operazione, dunque, ha lo scopo sia di ripristinare che di mettere in sicurezza gli argini del canale. Si interverrà soprattutto in quei punti in cui il rio Siligheddu ha provocato più danni, cioè dal ponte di via Vittorio Veneto al ponticello di via Tre Venezie. Nei giorni scorsi gli operai della società ligure hanno innanzitutto ripulito con le ruspe il letto del rio, sradicando tutte le piante e le erbacce cresciute in questi mesi e liberando la zona anche dai detriti rimasti dall’alluvione. Un’opera di pulizia necessaria per poter svolgere i lavori di ricostruzione. «Il 18 novembre il rio Siligheddu ha devastato qualsiasi cosa e in alcuni punti ha anche frantumato e portato via gli argini – spiega ancora l’assessore comunale Giovanna Spano -. Così adesso verranno ricostruiti gli argini distrutti dalla piena, che saranno sempre in cemento armato. Poi ovviamente si metteranno in sicurezza tutti quelli che si sono salvati».
Un fiume impazzito. Il rio Siligheddu è sicuramente uno di quei canali che hanno provocato maggiori danni in città. Il 18 novembre, ormai quasi dieci mesi fa, è uscito dal letto e ha invaso tutto il quartiere di Isticcadeddu, per poi inondare anche zona Baratta, parte di Tannaule e pure tutta la zona attorno allo stadio comunale Bruno Nespoli. La sua onda di piena ha distrutto qualsiasi cosa trovata nel suo cammino e i segni oggi sono ancora evidenti. L’acqua è entrata dentro centinaia di case, ha trascinato via montagne di macchine, ha mandato in rovina attività commerciali e portato in mare detriti di qualsiasi tipo. Un fiumiciattolo trasformatosi nel giro di pochissimo tempo in un mare inarrestabile, torbido e feroce. Un monito per tutti, affinché i rischi idrogeoplogici non vengano mai più sottovalutati.
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