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Olbia

Il Pd attacca Settimo Nizzi: deve lasciare la poltrona

di Enrico Gaviano
Il Pd attacca Settimo Nizzi: deve lasciare la poltrona

Spano: «Critico la sua azione da presidente». Viola: «Presto pronto un esposto» Pittalis (Fi) al commissario Carta: «Atto di cecchinaggio». Piro: «Tutto previsto»

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OLBIA. Questione di punti di vista. Il caso Cipnes si presta a diversi commenti, basta cambiare il punto di osservazione: destra o sinistra. E’ così che dal Pd partono autentici siluri, contro Settimo Nizzi, revocato come rappresentante delle provincia dal commissario dell’ente Giovanni Carta, ma intenzionato a tenersi la presidenza del Consorzio. Non risparmiano infatti le critiche Giorgio Spano, capogruppo Pd nel consiglio comunale di Olbia e Andrea Viola, dirigente provinciale dei democratici.Dall’altra parte, invece, il capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia, Pietro Pittalis, attacca la giunta regionale e il commissario provinciale, definendo la decisione un caso di «cecchinaggio». Più cauta la reazione del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Marco Piro, che parla di «decisione prevedibile».

Giorgio Spano, del Partito democratico, sottolinea intanto il significato della mossa del commissario straordinario. «La revoca della delega di rappresentante della Provincia non è che espressione di una volontà politica, della necessità di un cambio di passo. Ma quello che mi preme criticare, e bocciare, è l’attività del presidente Settimo Nizzi».

Spano ricorda intanto la questione della Pte. «Opera faronica, progetto dispendioso con il bando già partito del primo lotto senza che ci sia l’intera copertura finanziaria, Da criticare anche l’utilizzo dell’area ex Palmera che viene sottratta alla città per un’altra iniziativa privata. L’uscita di scena di Nizzi ci consentirà finalmente un confronto vero sui temi relativi all’area industriale».

Attacca pesantemente anche Andrea Viola. «Come al solito il noto "giurista" Nizzi – sottolinea il dirigente provinciale del Pd di Golfo Aranci – quando viene doverosamente estromesso dal Cipnes dimostra un attaccamento alla poltrona degno della peggior vecchia politica. Il deputato (incompatibile con il ruolo di presidente del consorzio) ritiene il Cipnes sua proprietà privata. Non gli importano nè le leggi nè gli atti di revoca. Lui è il padrone del Consorzio di Olbia e non può essere estromesso. Francamente non se ne può più. Evidentemente gli interessi intorno alla gestione del Cipnes sono talmente alti che non vuole mollarli per nessuna ragione. Una persona sensata si sarebbe dimessa e avrebbe evitato, sino ad oggi, di firmare atti viziati alla radice da insanabile nullità. Personalmente, considerate le numerose cose da verificare, presenterò apposito esposto in procura».

La decisione del commissario non piace al forzista Pietro Pittalis. «La revoca dei rappresentanti della Provincia e degli imprenditori in seno al Cipnes – dice il capogruppo forzista in consiglio regionale – è più un atto di cecchinaggio che amministrativo. Le motivazioni appaiono a dir poco carenti, pretestuose e in contrasto con i più elementari principi amministrativi, che dovrebbero essere noti al commissario Carta. Questa decisione va ben oltre i poteri di un commissario liquidatore. Carta si è concesso l'eccesso ed il lusso di adottare un atto di chiara matrice politica, forse per assecondare una maggioranza che da quando si è insediata ha aperto un incessante caccia alla poltrona. Poiché questo non ha nulla a che fare con le funzioni di un commissario, sul cui esercizio nutriamo non poche perplessità, presenteremo in settimana un'interrogazione al fine di accendere i riflettori sull'operato di chi dovrebbe limitarsi a compiti liquidatori».

Marco Piro invece assume toni più morbidi. «Diciamo che quesllo di giovanni Carta era un atto prevedibile – dice il capogruppo di forza Italia in consiglio comunale –. Credo che ogni eccezione verrà suiperata dalla nomina di nuovi rappresentanti della Provincia. Ecco, sotto questo aspetto, mi auguro che a dirigere il Cipnes siano chiamate persone preparate, magari vicine al mondo dell’imprenditoria».

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