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Il Comune li manda a casa in anticipo, sit-in degli operai in municipio

di Serena Lullia

OLBIA. Mini sit-in davanti al municipio. Per chiedere il rispetto del contratto di lavoro con cui sono stati assunti per 12 mesi. Ma il Comune ha deciso di mandare a casa otto operai, tutti...

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OLBIA. Mini sit-in davanti al municipio. Per chiedere il rispetto del contratto di lavoro con cui sono stati assunti per 12 mesi. Ma il Comune ha deciso di mandare a casa otto operai, tutti disoccupati di lungo periodo, con due mesi di anticipo. 90 giorni che hanno un significato profondo per ognuno di quei lavoratori. Per alcuni sono la garanzia di accesso al sussidio di disoccupazione. Per altri sono il pass verso la pensione. Al fianco dei lavoratori la Filca Cisl. Ieri primo faccia a faccia con il Comune. Il sindaco Gianni Giovannelli segue in prima persona la mini vertenza. È al lavoro con i funzionari del settore tecnico per capire dove si sia inceppata la macchina comunale.

L’assunzione. Con la finanziaria regionale del 2012 la Regione stanzia dei fondi per favorire l’occupazione dei disoccupati di lungo periodo. Il Comune sposa l’iniziativa e attiva un cantiere riservato a 8 persone. Al bando partecipano 80 lavoratori. Nell’elenco degli interventi e delle manutenzioni che gli vengono affidati ci sono i marciapiedi di San Pantaleo, la manutenzione del campo di bocce e di tennis al parco Fausto Noce, piccoli lavori anche a Rudalza. «Alcune opere devono essere ancora concluse – commenta Battista Imperio, segretario aggiunto Filca Cisl che con Alfredo Costa, segretario Filca Cisl Gallura, segue la vicenda –. E il progetto finanziato dalla Regione è di 12 mesi. Queste persone hanno diritto ad altri due mesi di lavoro». Gli operai hanno prima firmato un contratto di 6 mesi. Poi un altro di 4. Senza una comunicazione scritta i lavoratori hanno saputo che non ci sarebbe stato l’ultimo rinnovo.

I lavoratori. «Abbiamo lavorato con rispetto e impegno – dice Antonella Basciu –. Siamo tutti padri e madri di famiglia. Non chiediamo favori, ma il rispetto di un nostro diritto». Sulla stessa linea Mario Derosas. «Ci siamo distinti per impegno e serietà nel lavoro – commenta l’operaio –. In sei mesi abbiamo realizzato un intervento per cui solitamente occorre un anno. Abbiamo ricevuto gli elogi per il modo in cui abbiamo operato. Ma la cosa più grave è che quasi tutti noi rischiamo di non avere diritto alla disoccupazione».

Il sindacato. «Abbiamo chiesto il primo incontro al Comune a luglio – sottolineano i due sindacalisti Filca Cisl –. Giovedì scadrà il contratto e non possiamo accettare che questi operai non concludano i 12 mesi di lavoro previsti con l’attivazione del cantiere. Il sindaco ha capito l’importanza che questi due mesi hanno per questi operai. Confidiamo nel suo impegno».

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