Vuol pagare l’acqua e non ci riesce
Risulta “utente sconosciuto”. La paradossale vicenda vissuta da un pensionato
TEMPIO. Da un anno e mezzo, con lettere, raccomandate e Pec, chiede ad Abbanoa di pagare l’acqua regolarmente fornitagli nella sua abitazione di Via Ferrara. Con uguale sollecitudine la società “padrona” dell’acqua risponde di non conoscere l’utenza.
A raccontare la paradossale vicenda nella quale è incappato, è Marino Gobbi, un noto pensionato Telecom di Tempio che per pagare le bollette della sua fornitura si è rivolto, inutilmente, anche alla Procura. «La vicenda - racconta incredulo Marino Gobbi -, ha avuto inizio nell’aprile 2013 quando, dopo averla regolarmente acquistata, sono andato ad abitare in una casa al n. 5 di Via Ferrara. Subito dopo il rogito notarile, ho fatto le volture della varie utenze che interessano una casa, fra cui anche quella del contatore dell’acqua. Su mia richiesta di allaccio, per la quale ho pagato con bollettino, circa 120 euro, Abbanoa ha provveduto in contemporanea, a “piombare” la vecchia utenza e ad attivare la mia fornitura. Sono stato anche informato da Abbanoa che sulla precedente utenza risultava un arretrato di 7 anni per un totale di circa 1100 metri cubi di acqua. Ma mi è stato precisato di non preoccuparmi in quanto si trattava di cosa che non mi riguardava». Il problema e la sorpresa, Marino Gobbi, l’ha avuta ai primi di novembre dello scorso anno, dopo i primi sei mesi di fornitura, quando, preoccupato per non avere ricevuto ancora la bolletta del primo semestre, si è presentato allo sportello di Abbanoa chiedendo di mettersi in regola.
«Praticamente - racconta l’uomo -, ho scoperto che la mia utenza presso Abbanoa non esiste. A niente è valso mostrare il contratto, la ricevuta di pagamento, persino il rogito notarile che mi era stato chiesto al momento della firma. Non esisto: punto e basta. Persino il sito di Abbanoa, dove ho cercato di iscrivermi come utente, non riconosce il mio numero di contratto». Senza esito anche il secondo tentativo di pagamento ai primi di maggio di quest’anno, quando, come da contratto, sarebbe dovuta essere emessa la seconda bolletta semestrale. «Mi auguro - conclude il pensionato - che quando, prima o poi, arriverà una bolletta, non sia talmente esosa da costringermi a passare da cittadino solerte, a cittadino moroso». (a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
