Il Tar sospende l’esproprio a S’Arrasolu
Il giudice richiama nel dispositivo la nomina di Nizzi a rappresentante della Provincia fatta dall’ex commissario Pirari
OLBIA. Una bomba fa scricchiolare la poltrona della presidenza del Cipnes, che Settimo Nizzi. A piazzarla è stato il Tar Sardegna con un decreto monocratico di due giorni fa. Il giudice Francesco Scano si è pronunciato sul ricorso presentato dalla Trissolbia spa (già Palmera) sul l’esproprio dei terreni che il Consorzio aveva deciso di esercitare nell’area di S’Arrasolu, dove un tempo c’era l’industria di trasformazione del tonno Palmera.
Intanto, il giudice monocratico ha accolto la domanda di misure cuatelari fatta dai legali dell’ex Palmera e sospeso il provvedimento di riacquisizione dei terreni industriali fissando per il primo ottobre l’udienza collegiale di merito. Sostenendo, il giudice del Tar, che la provvisoria sospensione del provvedimento impugnato fino alla decisione collegiale «non sembra determinare un danno rilevante per l’interesse pubblico, come si evince dal fatto che il Consorzio ha lasciato decorrere un notevole lasso di tempo (circa cinque anni, ndr) dal momento della cessazione dell’attività industriale all’adozione del provvedimento impugnato».
Quello che riguarda però direttamente Settimo Nizzi e la sua carica, emerge dalla lettura del decreto, in cui il giudice Francesco Scano richiama, come motivi che lo spingono a sospendere l’atto, i decreti del commissario straordinario Francesco Pirari che aveva confermato nel Cipnes Settimo Nizzi delegato della provincia e Patrizia Bigi rappresentante provinciale degli imprenditori (n. 21 e 22 del 7 agosto del 2013) E, insieme, anche il verbale dell’adunanza deliberativa dell’assemblea generale del Cipnes del 3 settembre 2013, quando furono rieletti Nizzi presidente e Giovanni Maria Raspitzu (delegato del sindaco di Monti) vicepresidente del Consorzio.
Il decreto del Tar potrebbe avere un effetto dirompente sulla vicenda della presidenza Cipnes. Nizzi, dopo che il commissario straordinario della provincia Giovanni Carta ha annullato in autotutela i decreti del predecessore Francesco Pirari, ha confermato che lui non molla la poltrona al vertice del Consorzio. Perché, ha affermato il deputato di Forza Italia, attende che venga annullato il precedente decreto di nomina fatto nel 2011, dall’allora presidente della provincia Francesco Sanciu. Nel palazzo della Provincia, il commissario straordinario è rimasto in posizione d’attesa. Ritiene, il dirigente designato dal governatore Francesco Pigliaru, di essere lui il rappresentante della provincia. Nessuno resistenza, invece, è stata fatta da Patrizia Bigi ormai ex rappresentante degli imprenditori che, nei giorni scorsi, ha annunciato di accettare la risoluzione di Giovanni Carta.
L’atto di esproprio fatto nel luglio scorso dal Cipnes, riguardava i terreni di S’Arrasolu un tempo occupati dalla Palmera. Secondo un progetto, che gode anche di un finanziamento da parte della Regione Sardegna di 5 milioni di euro presi dal Fondo reindustrializzazione aree industriali destinato al privato che vuole investire in quella zona. L’idea è quella di creare un cantiere che si occupi di manutenzione, service e riparazioni dei maxi yacht di dimensioni superiori ai 60 metri. Un cantiere che, attualmente, in Sardegna non esiste, nonostante nella nostra isola i gioielli galleggianti di quelle dimensioni siano di casa. A promuovere l'idea il Consorzio industriale Cipnes che alla fine del mese di maggio aveva approvato una delibera che in pratica rappresentava l'atto di avvio delle procedure che porterebbero alla realizzazione di questo progetto, mentre il privato che mette i capitali insieme al sostegno del fondo regionale è la Sno dei fratelli Pirro, una autentica potenza nella cantieristica nel bacino del Mediterraneo.
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