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Olbia

Caso di stalking alle Iene: le verità dei protagonisti

Caso di stalking alle Iene: le verità dei protagonisti

La donna: «Picchiata e maltrattata, ne sono uscita grazie a Prospettiva donna» Il legale dell’uomo: «Nè minacce, nè molestie. Fra i due solo una forte litigiosità»

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OLBIA. Stalking e maltrattamenti oppure, solo un caso in cui la litigiosità ha raggiunto livelli estremi. I due protagonisti della vicenda emersa qualche giorno fa con un servizio nel programma Le Iene, raccontano la loro verità. Una ben diversa dall’altra. In mezzo, però, c’è la decisione di un giudice, che ha intimato all’imprenditore Antonello M. di non avvicinarsi a meno di 50 metri dall’abitazione della sua ex compagna.

«Ero disperata – racconta la donna di origine rumena, Micaela A. –, nessuno mi credeva, non vedevo più via di uscita. Il sindaco di Olbia è stato l'unico che mi ha ascoltata e messa in contatto col Centro Antiviolenza Prospettiva Donna e i Servizi Sociali. Prospettiva Donna mi ha dato sostegno psicologico e forza per continuare a lottare soprattutto per mio figlio, mi hanno aiutata quando ero in pericolo, intervenendo con le forze dell'ordine, quando lui continuava a picchiarmi: più volte sono finita in ospedale e costretta a denunciarlo nella speranza che finisse il mio incubo. Mi minacciava sempre e una volta mi ha provocato una distorsione al piede dopo avermi spinta giù dalle scale, provocandomi anche diversi traumi facciali. Mentre mi picchiava, chiamava mio figlio affinché assistesse. Ho continuato a lottare per i miei diritti e per mio figlio. Dopo aver subito maltrattamenti di ogni genere, mi sento umiliata, perché nonostante tutti abbiano visto la sua violenza durante il servizio alle Iene, vengo accusata di essermi inventata tutto e di essere una poco di buono. Ora, ciò che mi sta a cuore è la vita di mio figlio, fargli dimenticare tutta la violenza che ha visto e non farlo vivere nell'odio».

«Un brutto caso di violenza assistita – dicono le responsabili di Prospettiva donna –. Violenza davanti ai minori. E, in ogni caso, nessuna cosa può giustificare un uomo che picchia una donna. il caso è stato segnalato alle forze dell’ordine e al tribunale. Ci vuole tempo, però, per arrivare al giudizio definitivo. L’importante è che le donne hanno la forza di denunciare chi le maltratta».

Il legale dell’uomo espone un’altra verità. «Il mio assistito nega di aver mai perseguitato, minacciato, pedinato o molestato in alcun modo la ex compagna – dice l’avvocato Antonio Piras – . Gli ex conviventi, come già chiarito all'autorità giudiziaria, non sono affatto protagonisti di una storia di stalking ma in realtà al centro di una penosa vicenda, contraddistinta da forte litigiosità e che si trascina da tempo, monitorata dai servizi sociali e nota alle forze dell'ordine viste le innumerevoli reciproche querele. Quello delle Iene è un falso scoop, mentre del caso si occupa il Tribunale per i minori di Sassari. Non è vero che la coppia fosse mai stata sposata, ne' che il Tribunale di Tempio abbia pronunciato alcuna sentenza in merito all'assegnazione della casa a favore della donna. La signora continua a vivere nell’appartamento posto al piano primo dell'abitazione di Isticadeddu, che non è di sua proprietà, mentre l’utenza elettrica e quella idrica sia sempre stata intestata allo stesso. Dopo che il mio assistito ha posto fine alla relazione, la donna utilizzava con lui e il figlio, che possedevano una copia delle chiavi, l'appartamento che un tempo costituiva dimora familiare. Ogni genere di utenza è intestata al mio assistito, e la signora, riferisce il mio cliente, non ha mai in alcun modo provveduto a contribuire alle spese di gestione dell'appartamento. Il mio cliente ha, inoltre, nel mese di ottobre del 2013 denunciato la ex compagna all'autorità giudiziaria per violazione degli obblighi di assistenza familiare, per aver cessato completamente di occuparsi del minore Tutte queste circostanze sono già state chiarite dal signor Antonello all'autorità giudiziaria».

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