La Nuova Sardegna

Olbia

Il Comune certifica i cani di quartiere

di Serena Lullia
Il Comune certifica i cani di quartiere

Gli animali adottati dai rioni non verranno più considerati randagi. Il nuovo regolamento riconosce anche le colonie feline

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OLBIA. Il cane di quartiere non è più fuori legge. Il Comune certifica l'amico a 4 zampe con decine di genitori adottivi e un intero rione per casa. Il Consiglio comunale approva la delibera sollecitata da anni dalle associazioni animaliste. Il regolamento porta anche delle novità per le colonie feline. Verrà creata una mappa delle residenze libere dei mici. Su richiesta delle associazioni o dei singoli cittadini verranno certificate e la Asl dovrà provvedere a sterilizzare i gatti.

Il cane di quartiere. Fino a oggi il cane di quartiere era illegale. Un animale, anche se docile, compagno di giochi di tanti bambini, non poteva restare libero in un rione senza essere indicato come randagio. Ogni giorno correva il rischio di essere prelevato dall'accalappiacani e portato al canile. «Da oggi non sarà più così – spiega soddisfatto l'assessore ai Servizi sociali con delega alla Tutela degli animali, Rino Piccinnu –. I cani di quartiere, una trentina in tutto, riconosciuti dalla Asl come non pericolosi per uomini, animali e cose, potranno restare liberi. Saranno sterilizzati dalla Asl e rimessi in libertà con un collare arancione». Le associazioni o i singoli cittadini potranno fare richiesta al Comune per riconoscere un cane di quartiere e se ne assumeranno la responsabilità. «Con questo regolamento scriviamo una importante pagina di civiltà – aggiunge l'assessore Piccinnu –. Abbiamo ascoltato la voce e le richieste delle tante associazioni animaliste, concertando con loro la soluzione migliore per riconoscere i diritti degli animali. Senza dimenticare che grazie alla sterilizzazione diamo un contributo concreto alla lotta al randagismo».

Colonie feline. Al momento sul territori olbiese vivono 600 gatti liberi, in colonie più o meno organizzate. Con grande attenzione il Comune ha avviato il censimento di Fufi e ha deciso di dettare delle regole per migliorare la convivenza con i felini. «Il Comune riconoscerà le colonie di cui le associazioni o i gruppo di cittadini decideranno di farsene carico – illustra l'assessore Piccinnu –. I gatti della colonia felina riconosciuta verranno sterilizzati dalla Asl. In questo modo riduciamo la riproduzione incontrollata dei gatti e gli garantiamo anche una migliore qualità della vita». Il censimento dovrà essere periodicamente aggiornato, sia per il numero di componenti, sia per lo stato di salute. Le colonie feline vengono tutelate dal Comune che, nel caso di episodi di maltrattamento, si riserva la facoltà di procedere e querelare i responsabili secondo quanto stabilito dalla legge. Le gattare, certificate dal Comune, potranno rivolgersi alle mense delle scuole comunali per prendere prodotti non consumati da destinare all'alimentazione dei gatti. «Un regolamento di civiltà – è il commento del consigliere Pietro Spano, Partito democratico – che ci consente di normare e agevolare tutte le iniziative fino a oggi dettate dalla generosità dei nostri volontari. Le regole sono importanti, e noi partiamo proprio dalle regole. Il cane di quartiere non rischierà più di essere portato via dall'accalappiacani. Ma sarà certificato e potrà crescere nel rione che lo ha adottato».

Randagismo. Il regolamento comunale spiega anche con chiarezza le responsabilità di Comune e Asl nei confronti del fenomeno del randagismo. «La cattura dei cani vaganti è di competenza del servizio veterinario della Asl che riceve la richiesta della polizia locale. Il privato cittadino dovrà segnalare la presenza di un cane randagio ai vigili».

L’albo delle associazioni animaliste. Il Comune istituisce il registro delle associazioni animaliste interessate a collaborare con l’ente locale. L’unico requisito richiesto è l’iscrizione al registro regionale del volontariato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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