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Olbia

Isticcadeddu, scatta la rabbia contro l’Enel

Isticcadeddu, scatta la rabbia contro l’Enel

La società elettrica non risarcirà i danni causati da un black out: «Non è stata colpa nostra»

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OLBIA. La pace da queste parti non esiste. Soltanto rabbia e depressione. Nel quartiere alluvionato si presenta l’ennesima beffa. Un black-out, lo scorso 19 agosto, causato da un escavatore che per errore ha tranciato un cavo elettrico, ha infatti bruciato elettrodomestici e grossi impianti. E così gli abitanti di sei strade di Isticcadeddu hanno presentato la richiesta di risarcimento dei danni all’Enel. Ma la risposta è quella che tutti temevano: negativa. Il motivo? A causare il danno è stata una ditta che operava per conto di Abbanoa. Quindi adesso tra i cittadini monta la rabbia. «Qualcuno ci deve risarcire, la colpa non è nostra» è il leitmotiv che accompagna la protesta. Il black-out ha toccato sei vie, una quarantina di famiglie e causato danni per un totale che supera i 50mila euro. Bilancio ancor più negativo di quello stilato all’inizio.

La storia. Il 19 agosto un escavatore di una ditta che lavorava per conto di Abbanoa ha tranciato un cavo elettrico mentre si cercava una perdita d’acqua tra via San Severino e via Morgagni. Lo sbalzo di corrente ha bruciato gli elettrodomestici attaccati alla presa, molti dei quali donati grazie alla maratona di solidarietà post alluvione o ricomprati con enormi sacrifici. Le famiglie hanno chiesto il risarcimento all’Enel. La società ha però risposto di no. «Il danno è riconducibile a una attività eseguita da chi operava per conto di Abbanoa – si legge nella lettera di risposta -. Pur consapevoli dei disagi, non si può che escludere qualsiasi responsabilità di Enel».

La rabbia. I cittadini che hanno presentato la domanda all’Enel («perché le bollette le paghiamo a loro») sono arrabbiati e non accettano il rimpallo di responsabilità. I danni vanno dai 200 a diverse migliaia euro a famiglia. Salvatore Addis è disperato. «Il blackout ha bruciato 6 caldaie, 6 pompe e 6 autoclavi, più gli elettrodomestici. Ho subìto un danno di 5.500 euro – racconta -. Son tutte cose che ho ricomprato con sacrificio dopo l’alluvione. Non è possibile, qualcuno ci deve risarcire». Anche Erasmo Vitiello ha subìto un grosso danno: «In tutto 2.400 euro. Ho perso caldaia, condizionatore e il televisore, che si è anche bruciato sprigionando un fumo che ha invaso la camera da letto».

Azione comune. Adesso scende in campo il comitato di quartiere. «La colpa non è dei cittadini. In settimana incontreremo tutte le famiglie per studiare un’azione comune – spiega il presidente Antioco Tilocca -. Noi siamo associati ad Altroconsumo, che ha a disposizione anche degli avvocati». (d.b.)

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