È una rivoluzione a colori: presentato il porta a porta
Ritiro dei rifiuti, illustrate le novità: assenti i commercianti, pochi i cittadini Ma tra dicembre e gennaio anche il centro urbano farà i conti con i 5 contenitori
OLBIA. Prove di dialogo di amministrazione e De Vizia su come calibrare la rivoluzione della differenziata di “Olbia cambia!” che nei prossimi mesi introdurrà anche in città il sistema di raccolta porta a porta con contenitori di vari colori per ciascun tipo di frazione, ma la cittadinanza non sembra per ora troppo interessata. Lo conferma la scarsa partecipazione ai due incontri organizzati all’Expo per attività commerciali e utenze domestiche: al primo sono intervenuti in tre, al secondo una ventina, per lo più amministratori di condominio.
Eppure l’operazione, già cominciata in estate nelle frazioni e località turistiche, è di quelle destinate a incidere non poco sulle abitudini e prima o poi occorrerà farci i conti. «Altrove –spiega l’assessore all’ambiente, Giovanna Spano – le nuove norme sono state semplicemente imposte, a Olbia si parte con un ritardo di 20 anni rispetto alle realtà più avanzate e l’idea è quella di venire incontro il più possibile alle esigenze. Chiaro però che occorrerà adeguarsi alla novità, la città non può più permettersi di attendere, pagare penali e non sfruttare la risorsa rifiuti. Anche perché non ci sono alternative, con la discarica che si sta esaurendo e le difficoltà nel reperire nuovi siti in un territorio di pregio».
Il responsabile d’area di De Vizia, Marcello Caruso, ricorda che a Quartu (gestione De Vizia) dove il porta a porta vige dal 2009 si è raggiunto il 65 per cento di differenziazione, ancora meglio Carbonia e Oristano (situazioni più semplici) ed è ottimista sulla riuscita dell’operazione anche a Olbia. «Puntiamo molto sulla comunicazione
Criticità previste: quelle elgate agli affitti in nero (speriamo di non dover assistere a un aumento di spazzatura gettata nelle campagne) e all’assenza di gestione condominiale, situazioni entrambe molto diffuse. «La strategia su cui puntiamo – dice la Spano – è responsabilizzare i singoli e per riuscirci abbiamo preferito questo tipo di indirizzo rispetto ad altri, anche per evitare accumuli di sacchi si spazzatura all’ora del ritiro in certe aree». E sottolinea che si sta lavorando molto sull’abbattimento dell’evasione delle tasse sui rifiuti per cui troppo pochi pagano per tutti, il cui recupero insieme ai vantaggi del porta a porta e al secondo step, con la pesatura di ciascun contenitore (sono già dotati di microchip) dovrebbe consentire in futuro di abbassare le tariffe.
Caruso parla di «fatto culturale», di una «questione di abitudine: ciò che ora sembra assurdo e fastidiosi, altrove è la norma da tempo e con soddisfazione di tutti. Vi assicuro che vedere più la solita parata di cassonetti è una cosa di una bellezza impagabile». «Sì, ma ora cosa incendieranno i ragazzi?» ha chiesto scherzosamente qualcuno.
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