La Nuova Sardegna

Olbia

canale san nicola

Moria di germani: forse è il botulino ad averli intossicati

OLBIA. Potrebbe essere la tossina del botulino la causa della moria di germani reali, le anatre selvatiche che fanno parte della fauna dei canali e fiumi che attraversano la città. È quanto...

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Potrebbe essere la tossina del botulino la causa della moria di germani reali, le anatre selvatiche che fanno parte della fauna dei canali e fiumi che attraversano la città. È quanto accerteranno gli esperti dell’Istituto zooprofilattico di Sassari, che ieri hanno cominciato le analisi su alcuni esemplari tra i circa venti volatili raccolti morti o agonizzanti dalle guardie ecozoofile dell’Ages nel canale San Nicola. Gli esami sono stati commissionati dalla Asl 2. «Le prime segnalazioni sono arrivate giovedì – spiega il responsabile del’Ages, Ignazio Sanna –, quindi tra venerdì e sabato abbiamo raccolto diversi esemplari, maschi e femmine. Da allora stiamo monitorando i canali in attesa di capire quale possa essere la causa della morte degli animali».

Il germano reale è molto diffuso anche in Italia, dove predilige terreni umidi, con specchi d’acqua poco profondi dove trova da mangiare immergendosi a pelo d’acqua. Importante la presenza di cespugli o vegetazione tipo canneto, di cui i canali olbiesi sono ricchi. I maschi hanno una livrea più colorata e si distinguono per la testa verde e il petto nero dalle femmine, il cui piumaggio dà sul beige ed è più adatto alla mimetizzazione. La loro presenza è uno spettacolo per gli occhi e non si ricordano episodi di moria di queste proporzioni.

Circa le cause della morte si fanno diverse ipotesi, non escludendo l’avvelenamento da qualche sostanza finita in acqua. Quella più probabile è però l’intossicazione alimentare provocata da cibo contenente la tossina del Clostridium botulinum, un batterio gram positivo: si tratta di un evento che negli ultimi 20 anni è segnalato in aumento e che colpisce in particolare alcuni tpi di animali, tra cui proprio gli uccelli acquatici. L’intossicazione nasce da animali morti nei quali si sviluppa la tossina, che viene veicolata dalle larve di mosca di cui si possono nutrire i volatili. I quali sono abbastanza resistenti e di solito non muoiono in breve tempo, di solito agonizzano anche per giorni se sono a terra, altrimenti annegano. (apal)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Meteo

L’isola nella morsa del caldo africano: scatta l’allerta regionale – Ecco da quando

Le nostre iniziative