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Riproduttori bovini, la Regione sblocca un milione di euro

Riproduttori bovini, la Regione sblocca un milione di euro

TEMPIO. Ad aprile, in partenza per la fiera di Ozieri, gli allevatori galluresi avevano sollevato il problema del blocco per l’acquisto dei riproduttori bovini. La loro necessità era quella di...

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TEMPIO. Ad aprile, in partenza per la fiera di Ozieri, gli allevatori galluresi avevano sollevato il problema del blocco per l’acquisto dei riproduttori bovini. La loro necessità era quella di portare il problema all’attenzione dell’assessore regionale all’agricoltura, Elisabetta Falchi. Adesso dalla Coldiretti arriva la notizia che finalmente sono stati sbloccati i fondi. «Accogliamo con favore il finanziamento di un milione di euro per il bando relativo all’acquisto di riproduttori bovini di qualità pregiata» dicono in una nota Gianbattista Manduco e Giuseppe Casu, presidente e direttore vicario di Coldiretti Gallura, dopo la delibera della Giunta regionale. L’intervento arriva dopo numerose sollecitazioni dei dirigenti territoriali e regionali dell’associazione di categoria. «E’ un primo segnale incoraggiante – afferma Manduco – al quale speriamo seguano altre azioni finalizzate alla crescita ed al consolidamento degli importanti risultati conseguiti dai nostri allevatori. In questo senso, purtroppo gli aiuti accoppiati nazionali sul primo pilastro della Pac, che partiranno dal 2015, sono tarati sui vitelli di età compresa tra i 12 e i 24 mesi al momento della macellazione, allevati presso le aziende dei richiedenti per un periodo non inferiore a 6 mesi prima della macellazione stessa. Ciò esclude gran parte dei nostri allevamenti, che hanno dinamiche che non consentono il rispetto di questi parametri». Occorrono quindi misure compensative. «Ma – dice Casu – nemmeno la misura sul benessere degli animali per i bovini da carne inclusa nel Psr 2014-2020 si presta a tale obiettivo compensativo. Infatti, nel programma trasmesso a Bruxelles, si parla di vitelli di 6-24 mesi che devono essere nell’azienda che usufruisce del premio almeno 6 mesi prima della macellazione. Anche in questo caso, i parametri definiti escludono gran parte dei nostri allevatori». Conclude Coldiretti: «Rinnovando l’apprezzamento per questo segnale di attenzione, chiediamo all’assessore Falchi un ulteriore impegno: la rimodulazione della misura del benessere animale bovino». (s.d.)

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