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Olbia

Stalking e abusi sessuali, assolto dopo sette anni

Stalking e abusi sessuali, assolto dopo sette anni

Costa Paradiso, la vicenda denunciata da una donna 39enne nell’estate 2007 I giudici hanno ritenuto insussistenti le prove a carico di un giardiniere di Trinità

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D’AGULTU. Il giardiniere di Trinità d’Agultu M.F., finito davanti ai giudici per un presunto abuso sessuale su una sua ex conoscente, è stato assolto con formula ampia dal tribunale di Tempio. L’uomo era accusato di diversi reati che andavano dalle ingiurie alla persecuzione, finendo con un mai avvenuto tentativo di abuso sessuale che l’uomo avrebbe portato avanti nei confronti di una sua amica. A denunciare lo stalker era stata una donna di 39 anni che, per diversi anni, e fino al 2007 (quando si sarebbero verificate le molestie ai suoi danni) lavorava nel villaggio vacanze di Costa Paradiso, dove lo stesso M.F. svolgeva compiti di giardiniere privato in alcune ville.

La vicenda che vedeva l’uomo indagato era apparsa subito molto controversa ai giudici, i quali avevano sentito, nel corso della istruttoria dibattimentale, diversi testimoni che hanno fornito un quadro assai diverso da quello dipinto dalla donna, compresa una situazione di conoscenza pregressa che lasciava trapelare risentimento e una voglia di vendetta da parte della donna nei confronti dell’uomo. Per M.F., difeso dall’avvocato penalista sassarese Sergio Milia (il suo cliente ha sempre sostenuto di non aver mai insultato tentomeno tentato di abusare della donna) è stata sufficiente la richiesta di assoluzione prospettata ai giudici dal pubblico ministero Angelo Beccu che, nel corso della requisitoria, ha evidenziato le tante incongruenze rilevate nel corso del dibattimento in seguito alle testimonianze, tutta a favore dell’uomo. Una autostrada difensiva imboccata dall’avvocato Sergio Milia che nel sollecitare l’assoluzione piena per il suo assistito, ha concluso il suo intervento ponendo l’accento sul danno psicologico che il procedimento penale aveva ingenerato nel suo cliente.

Conclusioni diametralmente opposte a quelle della parte civile, rappresentata dall’avvocato Marcella Muzzu, che aveva sollecitato la condanna del giardiniere. Si è quindi conclusa una delicatissima vicenda processuale che parlava di odio e amore, sentimenti che avevano preso avvio nell’estate del 2007, quando i due, casualmente, si incontrarono a Costa Paradiso per ragioni di lavoro. La verità sul loro rapporto resta invece confinata nella mente dei due. (g.p.c.)

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