La Nuova Sardegna

Olbia

Via libera dal Tar: il Cipnes espropria i terreni ex Palmera

Via libera dal Tar: il Cipnes espropria i terreni ex Palmera

In gioco c’è il progetto del centro nautico per i maxi yacht Rinviata al 10 dicembre la trattazione di merito del ricorso

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Via libera dal Tar all’esproprio dei terreni ex Palmera di S’Arrasolu, quelli dove il consorzio industriale Cipnes ha progettato la realizzazione di un centro nautico per l’assistenza ai maxi yacht. Dopo una prima sospensione ordinata lo scorso settembre, questa volta Il tribunale amministrativo, riunito l’altro ieri in camera di consiglio, non ha concesso la sospensiva dell’atto di esproprio come richiesto nel ricorso presentato dalla società «Trissolbia spa» (ex Palmera). Sempre i giudici del Tar hanno fissato al prossimo 10 dicembre l’udienza per la trattazione di merito del ricorso. L’ordinanza che spiana la strada all’esproprio dei terreni contesi è stata depositata il 1° ottobre e già notificata alle parti.

L'atto di esproprio fatto nel luglio scorso dal Cipnes, riguardava i terreni fronte mare un tempo occupati dalla Palmera per la produzione del tonno in scatola. Un provvedimento necessario per la realizzazione dell’ambizioso progetto (che gode anche di un finanziamento da parte della Regione di 5 milioni di euro presi dal Fondo reindustrializzazione aree industriali) destinato a un imprenditore privato (la Sno Yachts dei fratelli Pirro, una autentica potenza nella cantieristica nel bacino del Mediterraneo) intenzionato a investire in quella zona. L'idea è quella di creare un cantiere che si occupi di manutenzione, service e riparazioni dei maxi yacht di dimensioni superiori ai 60 metri. Numeri alla mano, il progetto si estende su un’area di sette ettari. Tanti, almeno, sono compresi nell'esproprio nel comparto Palmera a S'Arrasolu, dove verrebbero ospitati i piazzali di movimentazione e i vari sistemi d'alaggio della “clinica” per maxi yacht. Un’area rimasta inutilizzata per cinque anni dopo l’abbandono della Palmera (proprio su questo lungo periodo di deindustrializzazione ha fatto leva il decreto di esproprio emesso dal Cipnes). Per l’infrastrutturazione della zona da utilizzare come cantiere, sempre secondo il progetto di massima, servirebbero almeno 11 milioni di euro.

La battaglia legale sui terreni ex Palmera si intreccia con la vicenda complessa che riguiarda la presidenza del consorzio industriale. L’atto di esproprio, infatti, rientra tra quelli emessi dal consiglio d’amministrazione presieduto da Settimo Nizzi, la cui riconferma alla presidenza era stata però annullata lo scorso 5 settembre dal commissario straordinario della Provincia, Giovanni Carta. Una vera e propria spirale di atti nulli perché firmati da amministratori dichiarati decaduti. Terreno per l’ennesima battaglia legale che ancora una volta vede impegnato il Cipnes. (red.ol.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative