Code ai Cup, lettera di Satta alla Regione
Il presidente del Distretto della Asl: «Va rinnovato il contratto scaduto a 30 amministrativi. Solo così si mette fine ai disagi»
OLBIA. Rinfresca la memoria all’assessore regionale Luigi Arru sugli impegni presi davanti ai sindaci della Gallura. Dopo i disagi nei Cup, conseguenza del mancato rinnovo di 30 contratti amministrativi, il presidente del Comitato di distretto della Asl, Antonio Satta, prende carta e penna. «È quasi paradossale – si legge nella missiva ad Arru – che neanche pochi giorni fa, durante la visita in questo territorio e alla presenza di tutti i sindaci, sia stato confermato che questa azienda sanitaria non avrebbe subito i contraccolpi di una eventuale riforma e che gli attuali servizi sarebbero stati garantiti. Il licenziamento del personale amministrativo precario, al contrario, ha generato una serie di disservizi con conseguente danno di immagine della Asl gallurese e della stessa Regione».
Il presidente Satta invita l’assessore a reintegrare il personale il cui contratto è scaduto il 30 settembre. «La Gallura intera – prosegue Satta –, per le sue note peculiarità economiche e geografiche non può più sopportare ulteriori perdite di personale, soprattutto quando vanno a incidere sull’efficienza di un servizio pubblico importante come la sanità. Chiedo pertanto un intervento urgente per ripristinare, con il reintegro del personale, le prestazioni che stanno registrando una, si spera, momentanea difficoltà».
Contratti scaduti. Il 30 settembre è scaduto il contratto per 30 amministrativi. A partire dal primo ottobre la loro assenza ha pesato sul funzionamento di alcuni servizi chiave. Come i Centri unici di prenotazione e pagamento ticket. Impossibile rispettare l’orario continuato nei due Cup di Olbia. Code infinite per pagare il ticket con un’attesa media di cento persone. Un disagio enorme per i cittadini. Già la prossima settimana il manager della Asl, Giovanni Antonio Fadda, potrebbe essere chiamato a spiegare il caos Cup a Cagliari.
Usb contro la Asl. Ma per l’Usb, Unione sindacale di base, la responsabilità è da attribuire alla Asl. «È la diretta conseguenza di 5 anni di cattiva gestione – sostiene l’Usb in una nota –. Con la gestione Fadda si è toccato il fondo. Più volte sono stati reclutati degli operatori senza verificare le capacità professionali, assegnandoli dove non erano indispensabili e mai al Cup. Invece di puntare il dito contro la Regione, la Asl assume dalla graduatoria e utilizzi il personale sulla base di qualità professionali non politiche».
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