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Olbia

Enpa: inutile abbattere i cinghiali

La Maddalena, per gli animalisti meglio la prevenzione. «E non si incolpino i mici»

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LA MADDALENA. I metodi cruenti per controllare la popolazione dei cinghiali ibridi nel Parco della Maddalena sono inadatti e hanno fallito. A dichiararlo è l’Enpa (Ente nazionale protezione animali), in seguito alla notizia che il sindaco Angelo Comiti, allarmato dall’eccessivo numero di animali, che si avvicinano anche ai centri abitati, ha scritto anche al ministro dell’ambiente, chiedendo interventi più radicali e facendo ancora riferimento ai “prelievi”. «Come chiaramente ammesso dalle autorità – si legge in una nota – lo strumento finora utilizzato per porre rimedio a tale situazione, vale a dire l'abbattimento degli animali, ha dato risultati a dir poco fallimentari».

Questo secondo l’Enpa «accade perché il (presunto) problema relativo al sovrannumero delle specie selvatiche viene affrontato con metodi assolutamente inadatti; tra l'altro è da oltre vent'anni che si ricorre alla cattura ed allo sterminio dei selvatici senza ottenere alcun risultato. Sarebbe opportuno ricorrere invece a i metodi ecologici e a mettere in pratica azioni preventive, come ad esempio il controllo e la vigilanza degli animali allevati, che spesso vagano senza alcun controllo nel territorio, fino all'eliminazione di qualsiasi fattore che possa favorire la riproduzione dei cinghiali».

Per l’Enpa, è però certo che le istituzioni locali, le stesse che lamentano una sovrappopolazione dei cinghiali, hanno «quantomeno una responsabilità non secondaria. Secondo l'Ente parco, una delle cause è proprio da ricercarsi nelle fonti alimentari a cui gli animali hanno facile accesso, come ad esempio i rifiuti e gli avanzi lasciati da chi si prende cura dei gatti della zona. È semplicemente assurdo – dicono – prendersela con i mici, semmai sono proprio i Comuni che, in ottemperanza alla legge 281/91 sul randagismo, dovrebbero intervenire per la sterilizzazione degli esemplari, il censimento e la gestione di colonie feline, in cui vi sia un responsabile che possa alimentare i gatti e togliere ogni residuo di cibo. Infatti, stando alla normativa italiana, la gestione delle colonie feline compete ai sindaci, i quali rispondono in prima persona per eventuali criticità e problematiche connesse». Gli animalisti nel loro documento concludono affermando che «pertanto, quando il primo cittadino della Maddalena sostiene che le colonie feline sarebbero fuori controllo, implicitamente ammette il fallimento della propria amministrazione nell'attuare le misure previste dalla legge per la gestione del randagismo felino».

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