L’Usb attacca: il San Raffaele sarà la fine della sanità pubblica
Sul nuovo ospedale ex San Raffaele il sindacato Usb canta fuori dal coro e cfelebra il funerale della sanità pubblica in Gallura. «La Regione si carica di un ulteriore fardellodi 55 milioni di euro...
Sul nuovo ospedale ex San Raffaele il sindacato Usb canta fuori dal coro e cfelebra il funerale della sanità pubblica in Gallura. «La Regione si carica di un ulteriore fardellodi 55 milioni di euro all’anno per far marciare qwuesta struttura, un costo che graverà su un bilancio sanitario già insostenibile – accusa una nota diffusa dall’Usb – intanto nella struttura pubblica, come l’orchestra del Titanic, si continua a suonare fino al naufragio. Dall’inefficienza del Cup alle prenotazioni della libera professione che continuano a essere autogestite dai professionisti con tutti i rischi che conseguono nel garantire la tracciabilità deiu pagamenti e la corretta contabilizzazione di tutte le prestazioni effettuate». «Di questi esempi – aggiunge il sindacato di base – nella sanità pubblica ce ne sono tanti, però si pensa all’affare Qatar-Bambin Gesù. Una struttura, l’ex ospedale voluto da don Verzè, che la Regione avrebbe potuto acquisire affidandone la gestione a un consorzio di Asl del centro-nord Sardegna e alle università sarde per l’alta specialità e la ricerca. Ma gli interessi erano altri e così adesso il nuovo San Raffaele entrerà in diretta competizione con l’ospedale pubblico preparandosi a schiacciarlo»
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