La Nuova Sardegna

Olbia

Cancellato il progetto della Quay Royal

di Enrico Gaviano
Cancellato il progetto della Quay Royal

La conferenza di servizi di ieri ha chiuso definitivamente la porta all’idea della gestione privata per ospitare i maxi yacht

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OLBIA. Quay Royal addio. Ieri la conferenza di servizi ha detto no alla concessione demaniale marittima a un soggetto privato per attrezzare e gestire il molo Brin alla scopo di destinarlo alla nautica da diporto. Il progetto maxi yacht insomma non vedrà mai la luce. Una decisione che ha fatto scattare subito le polemiche. Da una parte l’amministrazione comunale di Olbia, che ha chiuso definitivamente la porta in faccia alla Quay Royal, dall’altra il centrodestra che invece ha sempre sostenuto l’idea della gestione privata del molo Brin, il cuore del waterfront di Olbia.

Alla conferenza di servizi di ieri erano presenti il comune di Olbia, rappresentato dal sindaco, che aveva convocato la conferenza stessa, e ancora autorità portuale, la capitaneria, l’agenzia dogane, la soprintendenza e i rappresentanti della Quay Royal, fra cui Duccio Bonacossa, presidente di Sinergest. A far chiudere la faccenda la mancanza del piano regolatore del porto, in attesa ancora della valutazione ambientale strategica. Senza il Prp insomma non si poteva avvallare nulla su quell’area. Ovviamente la scelta è anche dovuta al fatto che il sindaco, e l’attuale maggioranza che lo sorregge, non hanno mai visto di buon occhio il progetto portato avanti da un gruppo di imprenditori olbiesi capeggiato da Mauro Putzu. L’investimento, quando venne avanzata questa idea, si aggirava sui 7,5 milioni di euro e prevedeva una sessantina di posti per i max i yacht. La procedura fu sospesa nel 2007, dopo aver avuto parere negativo sia dalla Regione che dalla Provincia. A mettere nel limbo la Quay Royal ci pensò il ministero delle infrastrutture, proprio per la mancanza del piano regolatore del porto, lo stesso motivo che ha determinato la sepoltura definitiva del progetto.

Gianni Giovannelli, alla fine della conferenza di servizi ha semplicemente ripetuto quanto sostenuto da tempo. «Su quell’area – ha detto il sindaco – abbiamo idee precise. Un piano di sviluppo che già prevede il restyling dal molo Brin al ponte di Ferro e, ancora la volontà appena abbozzata, del porto turistico pubblico. Quell’iniziativa cozzava con questa linea. Inevitabile dunque il nostro diniego».

Il commissario dell’autorità portuale, Nunzio Martello, invece ieri non era presente, sostituito dal segretario generale della Port authority, Gianni Sechi, e non ha rilasciato dichiarazioni sull’esito della riunione. Ma è stato lui ha far ripartire la procedura circa 3 mesi fa. «Se davvero si vuole cambiare marcia nella portualità cittadina – disse allora il contrammiraglio – si deve partire proprio dal molo Brin e quella richiesta di concessione demaniale sospesa sette anni fa e mai ritirata, ci teneva sotto scacco. Ora è tempo di decidere cosa fare».

La parola passa al Comune, che dovrà decidere davvero il da farsi. Martello, facendo ripartire la procedura, ebbe modo di dire anche che «il Comune potrà presentare ora una sua proposta e una sua richiesta. Con la riapertura della procedura per l'affidamento in concessione del Molo Brin abbiamo sbloccato una situazione di paralisi».

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