Sulle suite del Romazzino il pm ricorre in Cassazione
Il procuratore si oppone al dissequestro ordinato dal Tribunale del riesame «È stata apportata una correzione alla sentenza senza convocare le parti»
PORTO CERVO. Un ricorso duplice, quello depositato ieri in corte di Cassazione dal capo della Procura di Tempio, Domenico Fiordalisi, contro il dissequestro di 6 ville e annesse piscine dell’hotel Romazzino, in Costa Smeralda, deciso nei giorni scorsi dal Tribunale del riesame. Il procuratore della Repubblica, il 2 ottobre scorso, aveva impugnato il dispositivo e le motivazioni con le quali i giudici avevano ordinato il dissequestro. Ora il magistrato inquirente ha fatto ricorso anche contro il provvedimento successivo, deciso in camera di consiglio dallo stesso tribunale, con cui è stato apportato al testo una «correzione di errore materiale» senza che fossero state notiziate e convocate all’udienza, come previsto dagli articoli 127 e 130 del codice di procedura penale, le parti, compresa la procura della Repubblica di Tempio. Il braccio di ferro tra Procura e tribunale proseguirà, dunque, nella aule della suprema corte, che a breve assegnerà il caso ad una delle sezioni per la trattazione. Stando ai motivi del ricorso l’ordinanza di dissequestro decisa dal tribunale del riesame aveva come presupposto il fatto che le sei ville con annesse piscine, realizzate sul mare di Romazzino, utilizzando le cubature del Piano Casa, non rientrassero nella fascia inedificabile dei 300 metri dal mare. Secondo l periti della procura, invece, tutte le ville o porzioni di esse sono all’interno di quell’area proibita, e lo hanno documentato con relazioni tecniche e le misurazioni millimetriche che includerebbero i manufatti all’interno della fascia protetta dei 300 metri dalla linea del mare. Le contestazioni maggiori vengono mosse alla seconda ordinanza, decisa in camera di consiglio dagli stessi giudici del riesame, che rettificava un errore materiale aggiungendo una parola al dispositivo dell’ordinanza. Per il capo della procura della Repubblica sia la prima ordinanza, che disponeva, motivandolo, il dissequestro del provvedimento probatorio emesso dalla Procura, sia la seconda ordinanza, adottata al di fuori della udienza e senza il coinvolgimento delle parti, sono illegittime, inoltre la seconda sarebbe servita a rettificare l’errore commesso in precedenza. Da qui la richiesta alla Cassazione di annullare entrambi i provvedimenti del Tribunale del riesame di Tempio.
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