Caos al congresso olbiese: per Silvio Lai non è valido
Scontro durissimo fra le due anime del partito nell’assemblea cittadina di ieri Esclusa la maggior parte dei tesserati on line: censura del segretario regionale
di Enrico Gaviano
OLBIA
Niente confronto. Solo scontro. Totale. Il congresso cittadino del Pd di Olbia è andato peggio delle più fosche previsioni. Perché sul voto depositato nelle urne per l’elezione dei segretari cittadino e provinciale, pende come una spada di Damocle la dichiarazione di Silvio Lai: «Questo congresso non è valido» ha sentenziato il segretario regionale che a fine mese lascerà l’incarico.
Votazioni. Bisogna partire dalla fine del congresso e dalla successiva apertura delle urne nel circolo di via Roma. Situazione determinata dopo lungo tira e molla, dalla mozione presentata da Alberto Farina e votata dall’assemblea. Una mozione posta in votazione dal presidente dell’assemblea Tino Lazzari, che ammetteva alle urne solo 22 dei circa 170 tesserati on line, tutti dell’area di Nardino Degortes che candidava Tomaso Visicale allla segreteria provinciale e Graziano Asara alla cittadina. Franco Marras, inviato dalla segreteria regionale come garante del congresso ha guardato Lazzari strabuzzando gli occhi: «Non puoi farlo – ha detto –. Così il congresso non è valido». Lazzari però è andato avanti dando il via libera a questa proposta.
Colpo di scena. Proprio in quel momento, è entrato in sede Silvio Lai, segretario regionale del partito. E l’area si è fatta incandescente, con un rapido scambio di occhiatacce fra Lai e Gian Piero Scanu. Tensione a mille, anche perché Angela Corda, la segretaria uscente e ricandidata alla carica, ha accusato Lai di non essere venuto in questi anni nel circolo. «Ora sei venuto per commissariare Olbia?». Sia Lai che Marras sono stati accusati dall’area Scanu di parteggiare per l’area Degortes. Lai ha ripetuto che la procedura seguita non andava bene. «Mi spiace che ci sia questo clima esasperato – ma non si può accettare che una parte della platea congressuale sia eliminata: il congresso cittadino non è valido».
Tessere on line. Il tesseramento on line ha fatto scoppiare un autentico macello. L’area Degortes, che aveva lasciato il circolo di via Roma un anno e mezzo fa protestando per una presunta irregolarità dell’elezione a segretaria di Angela Corda, ha preferito questo sistema a quello della richiesta diretta della tessera. Il problema è che intanto c’è stato un pastrocchio creato da alcuni che hanno tesserato con una carta di credito anche 15-16 persone, mentre il regolamento prevedeva al massimo 5 appartenenti a un nucleo familiare. Poi ci sono stati, errori evidenti, anche alcuni che sono stati tesserati due, tre volte, scoprendo dunque un sistema informatico inaffidabile. Solo in pochi hanno ricorso al tesseramento individuale. Il primo ottobre Lorenzo Guerini, ha comunicato che la commissione nazionale dei congressi, in maniera netta, aveva annullato il tesseramento on line in Sardegna, escludendo quelle personali di titolari di carta di credito, che dovevano però perfezionare l’iscrizione. Poi però una successiva comunicazione dello stesso Guerini è stata interpretata ieri da Franco Marras, i garante regionale del congresso di Olbia, in maniera estensiva, ammettendo tutti gli iscritti on line. Interpretazione bocciata dal voto dell’assemblea con la mozione Farina.
Due seggi. La conclusione più grottesca della vicenda è che per decidere la segreteria provinciale fra Ivana Russu candidata dell’area Scanu e Tomaso Visicale, dell’area Degortes, e per la segreteria cittadina fra l’uscente Angela Corda dell’area Scanu e Graziano Asara, dell’area Degortes, si è votato in via Roma , come previsto, ma anche in un altro seggio aperto in fretta e furia in una saletta del Geovillage dall’altra componente. «Abbiamo seguito l’esempio di quanto già successo a Calangianus» ha sottolineato lo stesso Nardino Degortes. A Calangianus prima era stato ammesso un solo congresso, della segretaria Simonetta Melis, poi è stato riammesso anche il gruppo di Fabio Albieri, che ha celebrato un altro congresso. E ora? I ricorsi sono dietro l’angolo. A perderci sarà soprattutto il Pd.
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