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Olbia

Pd, a rischio il congresso e il segretario

Pd, a rischio il congresso e il segretario

Dura reazione del gruppo consiliare guidato da Damigella: «L’elezione non è valida, Angela Corda non ha alcun titolo»

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OLBIA. La reazione è arrivata immediata. A stretto giro di mail. Lunedì Angela Corda, eletta segretaria dal congresso cittadino di domenica, non valido secondo il segretario regionale Silvio Lai e il presidente della commissione provinciale per il congresso Domenico Piccinnu, aveva detto: «Non tollereremo più un doppio gruppo consiliare a Olbia». Ieri i 5 consiglieri comunali del cosiddetto Pd1, Gianni Ricciu , Antonio Loriga , Luigi Damigella, Liliana Pascucci, Alessandro Maludrottu, hanno replicato. « C'é chi vuole fermare il cambiamento a Olbia – scrivono i cinque –: Angela Corda farebbe bene a non rilasciare dichiarazioni senza averne titolo».

«Ad oggi – è l’opinione del gruppo Pd1 – , il congresso di Olbia è nullo per gravi vizi procedurali. Dunque Angela Corda non si deve dimettere e non deve lasciare il suo posto semplicemente perché non ha incarichi o posti da mantenere, figuriamoci se può dispensare diktat sui gruppi consiliari o intervenire sul ruolo e sull'attività dell’assessore Carlo Careddu e del gruppo consiliare composto dai 5 eletti nelle liste del Pd»,

«Ad Angela Corda – sostengono ancora gli esponenti del Pd1 il cui capogruppo e Luigi Damigella – non è tantomeno consentito di divulgare dati non corretti: fino a quando la sede di Via Roma è stata agibile anche per noi, Carlo Careddu è stato l'unico assessore a versare emolumenti al partito con bonifico avente data certa, come previsto per legge e come risulta dalle carte».

Secondo Ricciu, Loriga, Damigella, Pascucci e Maludrottu, dunque, c’è un fatto inequivocabile: il congresso di Olbia non si è tenuto. «Se non nella ricostruzione cervellotica che è stata raccontata in questi giorni – scrivono ancora i 5 – . Non vogliamo entrare nel merito dei percorsi di chi muove i fili da dietro le quinte ne di chi si autoproclama segretario e pretende pure che le sue parole vengano prese sul serio. Crediamo però che ci sia un limite che non vada superato, un limite segnato dai fatti e dalla storia personale dei protagonisti. Ebbene, chi vive ad Olbia riconosce senza alcun dubbio , al di là dell'appartenenza politica, che i tanti onesti cittadini tesserati nel Pd esclusi maldestramente del diritto di voto con a capo Carlo Careddu che rappresenta in città il ruolo più rappresentativo del nostro Partito siano una risorsa importante, un punto di riferimento essenziale per chi vuole rinnovamento e competenza».

«È sintomatico – concludono quelli del Pd1 – il fatto che si scelga lui come bersaglio di attacchi ingiustificati, pur di avallare le trame di chi continua a riproporsi per incarichi pubblici da circa 35 anni. Lo diciamo senza mezzi termini: gli olbiesi sono stanchi di una classe dirigente che pensa solo ai propri interessi, che lavora solo per preparare il terreno ad una nuova candidatura di personaggi che hanno fatto il loro tempo. Olbia, al contrario, ha bisogno di persone che vivono l'impegno politico esclusivamente nell'interesse dei cittadini e della buona amministrazione».

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