La Nuova Sardegna

Olbia

IL CASO

Uno scavo davanti alla casa: otto anni di disagi e proteste

Uno scavo davanti alla casa: otto anni di disagi e proteste

TEMPIO. Da otto anni, Antonio Masu (nella foto), un conosciutissimo e stimatissimo commerciante di autoricambi, con attività e abitazione in via Olbia, di fronte all’ingresso dell’ex Caserma Fadda,...

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Da otto anni, Antonio Masu (nella foto), un conosciutissimo e stimatissimo commerciante di autoricambi, con attività e abitazione in via Olbia, di fronte all’ingresso dell’ex Caserma Fadda, sta conducendo una sua personalissima battaglia contro la burocrazia comunale che «ta distruggendo la mia casae sta minando la salute mia e delle mia famiglia»” La vicenda che l’uomo racconta ha dell’inverosimile se non fosse supportata da una montagna di carte, domande di interventi, sopralluoghi, dichiarazioni dei vigili del fuoco, denunce ai carabinieri e promesse di interventi mai mantenute. La cosa più incredibile è che l’intervento tecnico che l’uomo richiede è un lavoro che potrebbe essere fatto in una, massimo due giornate lavorative.

«Tutto è iniziato - racconta Antonio Masu -, quando, durante l’estate del 2006, fu trasferito in via Olbia, nell’ex Caserma Fadda, dirimpettaia alla mia casa e al mio esercizio commerciale l’ufficio tecnico comunale. In quell’occasione, per far passare dei cavi, provenienti dagli uffici di piazza Gallura, fu realizzato, di fronte a casa mia, sulla statale 127, un lungo scavo e un tombino. Finiti i lavori però, lo scavo non fu ripristinato a dovere. Fu riempito di terra, coperta a sua volta da un sottile strato di asfalto, anziché chiuderlo con una massicciata e con la posa di una rete elettrosaldata. Inutile dire che con il traffico intensissimo di Via Olbia e le piogge invernali, puntualmente, il tutto salta trasformando l’attraversamento in una profonda trincea. Quando le auto e i mezzi pesanti vi transitano sopra, in casa è come ci fosse un terremoto. Sussultano le pareti, tremano i vetri e nei pensili si muove ogni cosa. Ma quello che è ancor più grave è che col tempo si sono formate fenditure alle pareti e al solaio». Inutili le segnalazioni verbali e scritte. Inutili i rapporti dei vigili del fuoco che con un documento ufficiale attestano la pericolosità della situazione. Inutili, finora, le denunce ai carabinieri. Frediani mi ha detto che non ci sono soldi - chiude Masu - e l’Ufficio tecnico non risponde neanche alla mie lettere. Ma una rete elettrosaldata e la sua posa costano così tanto? » (a.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’incidente

Tragedia in Veneto, frena per evitare un’auto: camionista sassarese muore schiacciato dal carico d’acciaio – Ecco chi è la vittima

Le nostre iniziative