La Nuova Sardegna

Olbia

Sgomberato un altro rudere in centro

La polizia municipale interviene in un vecchio casolare a pochi passi dai binari: lì si erano sistemati due extracomunitari

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OLBIA. Gli ultimi occupanti abusivi di una lunga lista, erano due extracomunitari. Due ragazzi senza fissa dimora che si erano sistemati in un vecchio e decadente rudere di proprietà privata, che si trova davanti ai binari della ferrovia, a una cinquantina di metri dal passaggio a livello di Porto Romano.

Ieri mattina il blitz degli uomini della polizia municipale, intervenuti a seguito di numerose segnalazioni. I due extracomunitari sono stati allontanati dal casolare e, ora, per loro (che non sanno dove andare) arriverà l’aiuto dei Servizi Sociali. «Sì, perché noi, in questi casi - spiega il comandante della polizia municipale Gianni Serra -, ci preoccupiamo anche di segnalare subito le situazioni come questa, in modo che le persone fatte sgomberare possano trovare una sistemazione temporanea».

Ma quella malconcia struttura, durante l’estate, era diventata la casa di molti senza tetto. Che si sono alternati per mesi, mettendo anche a rischio la loro incolumità.

«E’ un casolare degradato - aggiunge Serra - e assolutamente insicuro. Per più motivi. Uno è l’estrema vicinanza ai binari. Insomma, non si poteva più consentire a nessuno di entrare lì dentro, e così è stato fatto lo sgombero. I proprietari, tra l’altro, che abbiamo avvertito immediatamente, hanno già provveduto a murare l’ingresso per mettere in sicurezza la struttura. Ma loro stessi, nei giorni scorsi, avevano chiesto un nostro intervento proprio per mettere fine all’occupazione abusiva».

Lo sgombero di ieri, è l’ultimo di tanti.

«Sì, i casi di cui ci siamo occupati sono numerosi - conferma il comandante Serra -. Abbiamo scoperto una baraccopoli a pochi passi da viale Aldo Moro e sgomberato un altro casolare sempre vicino ai binari, mentre un terzo rudere (dove si era anche sviluppato un incendio) è stato liberato nella zona di via Roma. Un’attività intensa, insomma, legata a una condizione di disagio sociale che crea degrado da una parte e tanta preoccupazione dall’altra. E mentre si sgomberano locali occupati abusivamente, durante il nostro lavoro scopriamo anche situazioni drammatiche che si vivono per la strada. Abbiamo così aiutato un uomo che dimorava su una panchina e di cui ora si stanno occupando i Servizi Sociali. E sicuramente, per quell’uomo, ci sarà un posto al centro umanitario di via Canova». (s.p.)

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