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Il fiume tombato ora fa paura il Comune vara un intervento

Il fiume tombato ora fa paura il Comune vara un intervento

CALANGIANUS. L’ alluvione dei giorni scorsi a Genova e le paure che rinascono a Olbia con l’arrivo del vero autunno fanno ricordare ai calangianesi che anche loro hanno una situazione di potenziale...

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CALANGIANUS. L’ alluvione dei giorni scorsi a Genova e le paure che rinascono a Olbia con l’arrivo del vero autunno fanno ricordare ai calangianesi che anche loro hanno una situazione di potenziale rischio: il canale tombato nella parte bassa del paese che raccoglie le acque piovane delle colline circostanti. Così gli amministratori prendono le loro precauzioni e destinano circa 14.000 euro «per la manutenzione straordinaria, messa in sicurezza e pulizia della vegetazione sovrastante la soletta carrabile e pareti laterali del canale tombato di convogliamento e scarico delle acque meteoriche ubicato all’interno del centro abitato denominato “Canale Barrottu”».

Nel 2005 si pensò di bonificare, tombandolo, il canale a cielo aperto che raccoglie le acque di rio Tre monti e rio Moias, diventato ricettacolo di ogni rifiuto. Le case costruite ai lati ne ebbero qualche beneficio ma già allora qualcuno si chiedeva quali garanzie ci fossero in caso di forti piogge. Tre anni fa la segnalazione della Nuova Sardegna spronò l’amministrazione Scano a intervenire con un’ispezione che fece capire l’importanza della manutenzione: chiaro che l’acqua rischia di divenire un pericolo se non si puliscono le griglie degli ingressi e non si tiene sotto controllo l’interno.

Alcuni anni fa in seguito ad alcuni violenti nubifragi ci furono dei brutti segnali con scantinati e muri perimetrali abbattuti all’intorno. Così oggi si guarda con una certa apprensione alla presenza del canale tombato, considerato che situazioni analoghe sono risultate altamente rischiose per la popolazione, si teme che quel fiumiciattolo nascosto si trasformi in un mostro. Ci si chiede se l’imboccatura del canale a Cianfurrinu abbia l’apertura sufficiente per accogliere l’acqua che scende dal colle Vaspareddhu.

E c’è chi in Regione, in tempi non sospetti, sentenziò: «Questo canale coperto, in caso di nubifragio, può diventare una potente bomba nel punto di uscita, specie se non trova sbocco». Ben venga quindi l’ intervento urgente di messa in sicurezza e pulizia. (p.z.)

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