Pescatori in lotta per sopravvivere
Trinità, la categoria chiede incentivi alla Regione e regole certe contro gli abusivi
D’AGULTU. Parte dalla piccola comunità dei pescatori dell'Isola Rossa il grido d'allarme della categoria del mare. «Siamo i discendenti di una famiglia di pescatori da generazioni. Uno dei primi a arrivare qui fu il mio bisnonno da Ponza, ma ora nessuno vuole più fare questa attività». Mauro Morlè, uomo di punta della Lega, si fa portatore delle difficoltà che affronta la categoria dei pescatori professionisti. «Non c'è più nessun incentivo perché ci si dedichi alla pesca – commenta Morlè –. Negli anni ’70 erano una ventina le famiglie che vivevano di questo lavoro. Ora siamo rimasti solo in 10. Dieci famiglie che all'Isola Rossa vivono di piccola pesca, quella che si può esercitare entro le sei miglia dalla costa, la cosiddetta pesca ravvicinata costiera». Il piccolo borgo di pescatori, ora centro turistico, con annesso porto (costruito appositamente per i pescatori) ha perso la sua principale caratteristica legata alla pesca. Morlè elenca i problemi della categoria, il costo del gasolio, l’abusivismo e la presenza dei delfini, contro cui minaccia misure fai da te. «Tutti condividiamo tre problemi molto rilevanti – aggiunge Morlè –. Uno è il caro gasolio. Poi c’è la concorrenza dei delfini che ci stracciano continuamente le reti e ci procurano enormi danni. Vogliamo un sistema, e ne esistono, per poterli allontanare prima di esser costretti a ricorrere, e non vogliamo farlo, ad altri mezzi; il terzo è l'abusivismo. I diportisti che pescano vanno bene, ma quelli che lo fanno per vendersi il pescato no. C'è bisogno di una regolamentazione». Morlè parla anche della necessità di valorizzare il prodotto ittico isolano. «Siamo convinti che il nostro prodotto vada tutelato – sottolinea Morlè –. E l’obiettivo si raggiunge con il fermo biologico, che va fatti dal primo marzo al 15 aprile, altrimenti ci sarà sempre meno pesce nel nostro mare». La pesca sta morendo per problemi burocratici. Noi vorremmo un incontro con gli assessori regionali alla Pesca e all'Ambiente e con le associazioni di categoria. A Macomer ci siamo riuniti ed erano presenti quasi tutti i rappresentati della piccola pesca dell'isola e abbiamo fatto il punto della situazione. I problemi sono gli stessi che avevamo rilevato tre anni fa. Allora avevamo chiesto risposte, ma nessuno ci ha mai ascoltato».
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