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Raccolta meno uva, ma la qualità è alta

Raccolta meno uva, ma la qualità è alta

TEMPIO. «Il calo della produzione era previsto e la raccolta delle uve l'ha confermato. A fronte non ci aspettavamo il salto della qualità che invece abbiamo registrato. Il tutto determinato dall'ano...

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TEMPIO. «Il calo della produzione era previsto e la raccolta delle uve l'ha confermato. A fronte non ci aspettavamo il salto della qualità che invece abbiamo registrato. Il tutto determinato dall'anomalo andamento stagionale».

Dino Addis, direttore della cantina "Gallura" di Tempio ma anche presidente degli enologi della Sardegna, traccia, seppure sommariamente, un bilancio dell'annata viticola appena conclusasi. «Finalmente col mese di settembre- spiega allargando il discorso oltre i confini della Gallura- è arrivata la piena estate, con temperature medie giornaliere di oltre 30 gradi. Venti di scirocco hanno disidratato parzialmente le uve e concentrato gli zuccheri per cui la media zuccherina dei mosti è risultata superiore alla media del 2013. Iniziata a fine agosto in alcune aree dell'isola e relativa ad alcuni vitigni, la vendemmia in Gallura ha preso avvio nella prima decade di settembre con la raccolta di uve vermentino e moscato per poi andare avanti fino a ottobre per le uve a bacche nere. Il calo della produzione- prosegue Dino Addis- è stimata intorno al 20% rispetto all'annata passata con differenziazioni più marcate nelle zone altimetricamente più basse come quelle limitrofe al mare. Il calo è da imputare in primis alla pezzatura dei grappoli, tornata nella media degli anni precedenti. Inoltre le scarse o nulle precipitazioni nel corso dei mesi estivi e di tutto settembre non ha permesso un incremento ponderale degli acini».

Ma ecco il rovescio della medaglia. «Dal punto di vista qualitativo - continua il presidente degli enologi sardi - la vendemmia 2014 si presenta su ottimi livelli per tutte le varietà, sia a bacca bianca (con ottimo corredo aromatico), che a bacca rossa dove c'è stata un'ottima maturazione polifenolica e buona ricchezza estrattiva che hanno donato mosti ben strutturati». Concluso il discorso sull'andamento dell'annata viticola appena chiusa, Dino Addis, al di là dei dati, torna a ribadire la sua radicata convinzione che bisogna affidarsi al naturale andamento delle stagioni. «E' la natura, con i suoi fenomeni e le caratteristiche ambientali, che determina il successo del prodotto della terra quale il vino è, e tale deve restare. E non occorre dilungarsi troppo per tratteggiare la ricchezza e l'amenità dell'ambiente della Gallura, con i suoi terreni a disfacimento granitico e la prevalenza della macchia in mezzo alla quale la vigna trova il suo giusto habitat. E' questo il fattore che determina la qualità di un prodotto, a fronte di una quantita qualche volta ridotta». (t.b.)

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