La Nuova Sardegna

Olbia

Tempio democratica medita di uscire dalla maggioranza

di Angelo Mavuli
Tempio democratica medita di uscire dalla maggioranza

Antonio Orecchioni si dice in disaccordo con la coalizione E ipotizza che anche Moretto, Manca e Garrucciu lascino

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TEMPIO. “Tempio democratica” è vicino alla decisione di abbandonare la maggioranza. Il gruppo consiliare costituitosi nel marzo del 2013 subito dopo la contestata alternanza di giunta, caparbiamente voluta da Romeo Frediani e contestata invece da buona parte del Pd, compreso l’allora segretario Nicola Comerci, in un futuro forse non lontanissimo potrebbe abbandonare la coalizione consiliare che guida la città. L'ipotesi di Antonio Orecchioni, ex assessore ai lavori pubblici e componente, assieme a Marcello Moretto, Tonina Manca e Tore Garrucciu, di “Tempio democratica”, è contenuta in un comunicato molto critico nei confronti del neo segretario del circolo cittadino, Mario Addis e della sua segreteria, che viene definita “democristiana-renziana”. «Non nascondo fra le altre cose – scrive infatti Antonio Orecchioni–, il fatto che sto valutando attentamente la possibilità di uscire dal gruppo (di maggioranza, ndc). Così come non escludo che, sentito il capogruppo (Marcello Moretto, ndc) e gli altri consiglieri, si decida l’uscita dalla maggioranza dell’intero gruppo».

Antonio Orecchioni nel suo comunicato spiega anche le motivazioni di queste scelte che potrebbero, viste le diverse recenti defezioni di altri consiglieri di maggioranza, mettere in serio imbarazzo la giunta Frediani. «È ormai evidente – spiega – che Mario Addis (assessore al bilancio e commercio), neo segretario del Pd tempiese, si identifica ormai con l’attuale esecutivo, così come è evidente il fatto che non si rende conto, o non vuole rendersi conto, degli errori politici che lo stesso esecutivo ha commesso«.

« Per quanto mi riguarda – dice Antonio Orecchioni, che giudica il nuovo direttivo del Pd “un circolo privato dove non è ammesso il dissenso” – d’ora in poi, in consiglio comunale, voterò solo gli atti che condividerò, a iniziare dagli equilibri di bilancio che, se non attenueranno la pressione fiscale sui cittadini, vedranno il mio voto contrario. Del resto l’applicazione della Tasi al 2 per mille a tutti i cittadini indistintamente – conclude –, è stata una scure inammissibile così come inaccettabile è fare finta di niente sulla prolungata assenza dal palazzo di Mario Addis, assessore al bilancio e segretario Pd, nei mesi caldi in cui si stavano prendendo pesanti decisioni sulla pelle dei cittadini».

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