Insulti e minacce al parroco don Cossu: denunciato un imprenditore
Telefonate, ingiurie sui muri della chiesa, poi un fotomontaggio osé. Il sacerdote: «Ma io non mi lascio intimidire»
GOLFO ARANCI. Prima le ingiurie sui muri della chiesa, poi le telefonate e le minacce in pubblico, ora un fotomontaggio osé in cui è raffigurato insieme ad alcune donne. Non ha pace don Alessandro Cossu, parroco di Golfo Aranci, finito di nuovo nel mirino dei suoi detrattori. A lui, però, la macchina del fango non fa paura. Anzi. Appena il sacerdote ha trovato i fotomontaggi porno nella cassetta delle offerte dalla chiesa ha immediatamente presentato denuncia per diffamazione: sotto accusa un imprenditore golfarancino di 67 anni. «Non si mettano in testa che con le intimidazioni, con le minacce possa uscire o deviare dal mio ministero sacerdotale – tuona don Alessandro –. Se mi vogliono uccidere vengano pure. L’ho detto anche a uno di loro: non è che se mi minacci o mi prendi a schiaffi cambio idea, io continuo a fare il mio ministero sacerdotale, a viverlo. Se la verità dà fastidio a coloro che non sono di Cristo pace. Però l’importante è che non si mettano in testa che devono comandare sui beni della comunità di cui io sono l’amministratore».
Gli screzi tra don Alessandro e alcuni fedeli hanno avuto inizio un anno fa, quando il sacerdote tempiese, 37 anni, è stato mandato dal vescovo a prendere il posto di don Pasquale Finà, andato in pensione dopo 45 anni al timone della parrocchia di San Giuseppe. Da subito la sua voglia di rinnovamento si è scontrata con il conservatorismo di una parte della comunità. In particolare tra i vari comitati organizzatori dei festeggiamenti delle chiese campestri. L’episodio più clamoroso alla Madonna del Monte, al cui interno è comparsa una scritta ingiuriosa nei confronti del parroco. Tutto, pare, perché don Alessandro aveva osato sciogliere il comitato dopo le dimissioni del presidente.
A quell’episodio ne sono poi seguiti degli altri, con il sacerdote bersaglio di ogni tipo di minaccia, ingiuria, insulti al telefono e in pubblico. Sotto accusa un ex componente dello stesso comitato, contro cui alla fine don Alessandro si è trovato costretto a presentare denuncia. Negli ultimi mesi la situazione sembrava più serena, ma evidentemente era solo una tregua armata, rotta dal rinvenimento del fotomontaggio. «Hanno messo due immagini prono attaccate a una mia foto con tanto di colletto e abito accanto alla mia faccia – ha scritto su Facebook don Alessandro –. Se credono di darmi fastidio hanno sbagliato direzione». Ieri mattina il sacerdote ha ricevuto numerosi messaggi solidali, tra cui anche quello del sindaco Giuseppe Fasolino: «Esprimo piena solidarietà e vicinanza a don Alessandro, sia personale che istituzionale. Gesti inaccettabili e ingiustificabili come quelli che si stanno ripetendo da oltre un anno nella nostra comunità sono da condannare senza se e senza ma, qualunque sia la causa del disagio o della discordia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
