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CALANGIANUS

Gli “amici” della caccia al cinghiale

Gli “amici” della caccia al cinghiale

Automobilisti e agricoltori: la presenza è eccessiva, troppi incidenti

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CALANGIANUS. I più felici per l’apertura odierna della caccia al cinghiale non sono solo i cacciatori. Ma, insolitamente, sono strafelici anche tutti coloro che in questi mesi hanno sofferto non pochi disagi per la presenza numerosa e ingombrante dei cinghiali nel territorio. Ci sono persone (e non si tratta di casi isolati) che per motivi di lavoro percorrono le strade galluresi soprattutto di notte e che hanno avuto numerosi incidenti per essersi trovati di fronte un cinghiale. Non è capitato solo su un’arteria. Si rischia andando a Olbia, ad Arzachena, o verso Santa Teresa, oppure se si passa per Catala e per Priatu . Un cinghiale si è affacciato nel prato verde di Firuccia all’uscita per Tempio, in zona Santa Margherita, e una macchina si è imbattuta in una scrofa con dei cinghialetti.

«Me la sono vista brutta - dice Alfredo -; andavo a lavorare e alle 20 mi sono trovato davanti un cinghiale che non ho potuto evitare, con gravi danni alla macchina. Per ottenere un rmborso, la trafila è lunga e occorre chiamare subito le forze preposte per certificare l’incidente. Nell’occasione ho saputo che durante questi mesi altri hanno subito incidenti più o meno gravi. Un mare di fastidi in un quotidiano già complicato. Non siamo più sicuri in strada. Ben venga questa caccia grossa, , deve durare tutto l’anno».

A quelle degli automobilisti, si aggiungono quelle di chi ha il suo orto distrutto, il vigneto sottosopra, i terreni con erbai dissestati e i muretti a secco buttati giù. Insomma un grande danno per tanti. E in Aata Gallura non pochi tifano per i cacciatori, gli unici che possano ridurre la invasione dei cinghiali. (p.z.)

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