Ente foreste, gravi carenze di organico
La denuncia della Fai Cisl: «Per otto anni niente concorsi e selezioni e ora si registra un massiccio demansionamento»
OLBIA. Organici sempre più ridotti nell’ente foreste in Gallura. La protesta arriva dal sindacato Fai Cisl che, tramite il coordinatore provinciale dell’organizzazione di categoria, la Federazione agricola ambientale industriale italiana, sottolinea gli aspetti di questa nuova emergenza lavoro nel territorio.
«La mancata attuazione di concorsi e selezioni interne fra il personale di Ente Foreste da almeno otto anni – sottolinea in una nota Tomaso Bazzu – ha determinato una grande carenza nell’organico, sopratutto impiegatizio, a cui si è fatto fronte ricorrendo all’utilizzo di personale in mansioni superiori per la direzione dei cantieri e per molte figure impiegatizie negli Uffici. Questo ha consentito all’Ente per anni una gestione ordinaria dell’attività. Ma una recente sentenza della Corte dei conti del Lazio ha ribadito che c’è un limite massimo di sei mesi di utilizzo in mansioni superiori. I direttori provinciali dell’ente foreste, compreso quello gallurese che ha sede a Tempio, hanno revocato dunque le indennità e gli incarichi corrispondenti a tutto il personale utilizzato in mansioni superiori da oltre sei mesi».
Una decisione che ovviamente ha avuto conseguenze immediate. «Tutto questo infatti –: continua Tomaso Bazzu – ha provocato grandi malumori e forti disagi nel personale che per tanti anni è stato utilizzato per riempire i buchi d’organico dell’Ente Foreste, e che ora si ritrova demansionato e costretto a rientrare in cantiere a svolgere mansioni di operaio fra gli stessi operai che per vari anni ha diretto e controllato. Lo stesso Ente Foreste si ritrova, in Gallura, ad operare con circa la metà dell’organico impiegatizio di cui avrebbe bisogno, con conseguenti gravi problemi sotto il profilo operativo».
Ovviamente ci sono stati già incontri sindacali per vedere di trovare degli sbocchi. «Ma i vari incontri sindacali con i dirigenti dell’Ente e con l’assessore regionale all’ambiente, che è stato sollecitato su questo problema – fa sapere il coordinatore provinciale del Fai – , non hanno portato a una soluzione così come non è andata a buon fine in Consiglio regionale una proposta di legge, sotto forma di mozione per risolvere la questione».
Come si può dunque proseguire l’attività facendo gli interessi dell’ente e dei lavoratori? Tomaso Bazzu fa una proposta. «Come sindacato Fai Cisl – afferma – per permettere la normale attività dell’Ente Foreste, in attesa della futura riforma dell’ente che peraltro è già in itinere, chiediamo che si risolva il problema ricorrendo alla stabilizzazione nelle qualifiche del personale idoneo delle graduatorie ancora valide, di cui è in corso al Tar la causa di circa 50 dipendenti. Si potrebbe agire anche attivando le selezioni interne, oppure – conclude Bazzu – con una iniziativa di legge regionale che stabilizzi e sani definitivamente nelle funzioni e nelle qualifiche il personale utilizzato per lungo tempo in mansioni superiori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
