La Nuova Sardegna

Olbia

Sì alla tassa di sbarco, il Comune la vuole già la prossima estate

di Serena Lullia
Sì alla tassa di sbarco, il Comune la vuole già la prossima estate

L’assessore Vargiu: «Ma smettiamo di chiamarla imposta, potrebbe essere usata dai nostri concorrenti contro l’isola»

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Invita a usare una forma linguistica più elegante, che non abbia l’effetto sfollagente. Al Comune piace la filosofia della “tassa di sbarco”, un po’ meno il nome. L’assessore Marco Vargiu consiglia di sostituirla con «contributo per i servizi turistici», o «contributo per l’ambiente». Ma per Vargiu non è una questione per puristi della lingua. Parlare di tassa potrebbe mettere in fuga i vacanzieri dall’isola. E il termine potrebbe essere usato dai concorrenti contro la Sardegna. Uno spot al contrario. Vargiu ribadisce la sua benedizione al prelievo di pochi euro sui biglietti aerei e navali di chi arriva nell’isola, sardi esclusi. E chiede alla Regione di mettere il turbo all’iniziativa. Il “contributo verde” dovrà essere operativa già dalla prossima estate.

Sì alla tassa di sbarco. La proposta lanciata dall’ex assessore regionale al Turismo, Luigi Crisponi, di integrare il biglietto aereo con una quota una tantum, piace agli albergatori e anche al Comune. Un prelievo democratico, da trasformare poi in servizi turistici e ambientali. «La proposta avanzata da Crisponi è nata proprio a Olbia, come risposta al tentativo di applicare l’imposta di soggiorno – commenta Vargiu –. Un prelievo di questo tipo, eseguito in fase di arrivo nell’isola ed esteso a tutti i turisti, costituisce uno strumento più equo rispetto alla tassa di soggiorno, non un prelievo praticato per ogni giorno di permanenza nelle strutture ricettive ufficiali. Il contributo per l’ambiente non porterebbe a una disparità di attuazione tra i comuni, verrebbe applicato a tutte le forme di ricettività, seconde case comprese e le cui presenze sono sempre sconosciute. In più libererebbe la categoria alberghiera da un adempimento che rischia di gravare due volte sugli imprenditori dell’accoglienza. Perché molti operatori preferiscono pagare di tasca la tassa piuttosto che chiederla ai clienti ed essere fuori mercato. E poi perché, per la gestione di questa imposta, serve una persona che tenga quella contabilità».

Impatto mediatico. Vargiu non nasconde la preoccupazione per l’impatto mediatico del contributo per l’ambiente. «Si cominci a trovare un termine nuovo per indicare questo prelievo di denaro – aggiunge Vargiu –. Non si parli però di tassa. Alcuni nostri concorrenti potrebbero usare contro di noi questo provvedimento, sottolineandone l’aspetto negativo e dando l’immagine di una Sardegna sempre più cara per i vacanzieri».

Prelievo democratico. I soldi incamerati con il contributo del turismo diventerebbero una preziosa risorsa per i comuni con bilanci sempre più anoressici. «La Regione dovrà gestire quelle risorse in modo oculato – sottolinea Vargiu –. Non dovranno certo servire per coprire qualche buco di bilancio, un esempio su tutti la sanità. Quei soldi devono essere gestite dall’assessorato al Turismo per investire in promozione, comunicazione, informazione turistica, con un occhio di riguardo al settore trasporti. Una operazione che dovrà essere realizzata di concerto con i comuni».

Boccata d’ossigeno. Il bilancio comunale di Olbia assegna all’assessorato al Turismo poco più di 100mila ero, pari allo 0,1 per cento del totale. «Quelle poche risorse a disposizione vengono investite per finanziare la gestione dell’ufficio turistico – conclude Vargiu –, servizio importantissimo che funziona tutto l’anno. Non resta un euro per altre attività di promozione. Sul turismo ci sono sempre meno risorse. Con l’azzeramento della provincia mi domando chi investirà su questo settore».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative