Tre rapaci feriti a fucilate dai cacciatori
Due poiane e un astore in cura dal veterinario Amadori. Ignoranza alla base dell’ignobile gesto
OLBIA. Tre splendidi esemplari di uccelli rapaci, due poiane e un astore, sono stati presi a fucilate da cacciatori nella giornata di domenica. I tre volatili, feriti gravemente dai proiettili, sono stati raccolti dalle guardie forestali che hanno ricevuto segnalazioni da persone che hanno notato i poveri animali sul terreno in tre diverse zone della Gallura. Attualmente sono ricoverati per le prime cure nell’ambulatorio del veterinario Salvatore Amadori, da dove verranno poi trasferiti al centro di recupero della fauna selvatica di Bonassai, sulla strada tra Sassari e Alghero. I tre uccelli feriti saranno sottoposti a intervento chirurgico : l’astore ha l’omero spezzato da un proiettile penetrato nell’ala, le poiane sono state crivellate dai pallini. «Due di essi potrebbero tornare a volare – dice lo specialista –, mentre per un altro le lesioni sono più serie e rischia di dover trascorrere il resto della sura vita in una voliera del centro didattico di Bonassai».
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Amadori fa notare come episodi simili si stiano diffondendo, probabilmente legati all’ignoranza: «Qualche cacciatore pensa che che la penuria di pernici e lepri sia ascrivibile alla presenza dei rapaci – dice – ma non sanno che questi animali non sono oggetto di predazione da parte di falchi, poiane o astori. In realtà la notevole diminuzione del numero di quelle specie consiglierebbe la chiusura della caccia per un paio di anni».
L’impressione è che quale sconsiderato riversi sui rapaci la sua frustrazione per le poco prede, senza peraltro rendersi conto dei rischi che corre dal punto di vista penale trattandosi di specie protette. Le stesse compagnie di caccia, se davvero si ritengono baluardi in difesa dell’ambiente come è stato più volte sbandierato, farebbero bene a individuare le “teste calde” e riportarle a più miti consigli. Non solo rapaci: da poco persino un gatto è stato preso a fucilate dai cacciatori e di esso si sta occupando la Lida. (apal)
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