La Nuova Sardegna

Olbia

Il manuale per evitare un altro 18 novembre

di Dario Budroni
Il manuale per evitare un altro 18 novembre

Presentato il prontuario per i cittadini che integra in caso d’allarme l’attività della protezione civile

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di Dario Budroni

OLBIA

La mappa della sicurezza è pronta. In caso di emergenza gli olbiesi sapranno come comportarsi. Tutti devono infatti imparare a convivere con il rischio di una nuova alluvione. Così l’amministrazione ha appena integrato il piano comunale di protezione civile con un prontuario che, davanti a una possibile esondazione dei canali, indicherà a tutti come agire e dove à rifugiarsi per non rischiare di perdere la vita. Innanzitutto tramite il nuovo strumento la città è stata suddivisa in bacini e sono state individuate decine di aree di attesa e di accoglienza.. Il nuovo strumento organizzativo, per tagliare le gambe ai lunghi iter burocratici, è stato adottato tramite un’ordinanza del sindaco Gianni Giovannelli.

Aree d’attesa. L’assessorato alla Protezione civile, guidato da Ivana Russu, avvalendosi del lavoro di un pool di esperti, ha lavorato per consegnare alla città il nuovo prontuario. Per monitorare al meglio la situazione e facilitare la comunicazione, Olbia è stata suddivisa in 123 bacini. E sparse per la città sono state individuate 88 aree di attesa, come slarghi e parcheggi. Zone in cui dovranno rifugiarsi i cittadini, in particolare coloro che vivono al piano terra e che non possono rifugiarsi nei piani alti, in caso d’emergenza. Un esempio: chi abita nel bacino 19 dovrà recarsi nell’area numero 6. La protezione civile ordinerà l’evacuazione tramite social network, l’applicazione per smartphone Flagmii, porta a porta e avvisi con megafono. Poi sono state individuate 38 aree di accoglienza, come scuole e palestre, dove installare gli insediamenti per le persone colpite. Infine 5 aree di ammassamento per soli soccorritori.

Strade e disabili. La protezione civile comunale ha poi creato una mappa nella quale sono indicati tutti i portatori di handicap e le persone non autosufficienti che vivono in città. In questo modo i soccorritori potranno intervenire in maniera mirata e assicurarsi delle condizioni dei disabili in caso di emergenza. Ovviamente si parla soprattutto di chi vive in zone a rischio e al pian terreno. Inoltre il Comune sta lavorando per realizzare una mappa delle strade, con lo scopo di individuare quelle da chiudere, quelle da utilizzare e quelle riservate solo ai soccorsi.

La comunicazione. In una città ad alto rischio idrogeologico come Olbia, il cittadino deve imparare a rimanere informato e ad autoproteggersi. Per questo il Comune ha messo in campo una massiccia campagna informativa. Il prontuario che riporta le aree di attesa, per esempio, può essere consultato sul sito del Comune e verrà diffuso tramite i sociali e l’app. Ma a breve partiranno anche diversi incontri nei quartieri per informare in particolare gli anziani. In tutte le scuole si stanno invece tenendo delle lezioni per istruire gli studenti. Negli incontri gli uomini della protezione civile indicano al cittadino pure come dovrà comportarsi durante l’allerta, durante l’alluvione e dopo il disastro. Insomma, la consapevolezza dovrà presto diventare cultura.

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