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Olbia

Demuro: «Illegittimo il piano per produrre energia dall’acqua»

Demuro: «Illegittimo il piano per produrre energia dall’acqua»

Polemiche sulla centrale idroelettrica voluta dal Consorzio Per l’agricoltore la competenza spetta per legge all’Enas

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OLBIA. Diluisce con un intervento critico l’entusiasmo generale per la centrale idroelettrica sul Liscia. Pier Sesto Demuro, anima di minoranza nel Consorzio di bonifica, non ha mai negato la contrarietà al progetto di sfruttare l’acqua per produrre energia. Nei giorni scorsi il presidente del Consorzio di bonifica, Marco Marrone, insieme ad alcuni sindaci ha denunciato il diniego da parte della Regione allo sfruttamento delle acque del Liscia per fini idroelettrici. L’opera ha già ottenuto un finanziamento da parte del ministero all’Agricoltura.

Critiche al metodo. «Ho appreso dalla stampa dell’ennesima conferenza del presidente Marrone – dice Demuro –, alla quale ovviamente, non sono stato invitato. Questi metodi mi fanno pensare che abbia paura del confronto con la minoranza. Millanta diritti negati, scippi da parte della Regione, mancati maxi finanziamenti di cui non viene mai detta la cifra. A me risulta si tratti solo di una piccola parte dell’importo necessario per l’impianto».

Bussare in casa d’altri. Il Consorzio vuole realizzare una centrale idroelettrica sul canale adduttore che fuoriesce dalla diga del Liscia. «È ovvio il diniego della Regione – dichiara Demuro –. Il Consorzio chiede l’ autorizzazione per produrre energia dalla diga. Ma la diga non appartiene al Consorzio. È dell’Enas. Un po’ come voler entrare a casa di altri. L’ attuale normativa regionale, che il Consorzio finge non esista, stabilisce che negli ambiti del sistemi multisettoriale, l’unico ente preposto a produrre energia è l’Enas. Se questa legge non cambia il Consorzio o si mette l'anima in pace o sbatte la testa contro un progetto irrealizzabile. Il presidente Marrone annuncia azioni legali contro la Regione? Sono curioso di sapere chi dovrebbe sostenere i costi, forse i soci del Consorzio?».

Risparmi o cassa. Demuro solleva poi un dubbio sui risparmi che garantirebbe la centrale. «Si dice che in questo modo diminuirebbero i costi sostenuti – aggiunge –. Ma il 100 per cento delle spese dei consorzi per l’energia elettrica è coperto dalla Regione. Gli altri costi potrebbero invece ben coperti dai canoni degli utenti. Ma per fare questo serve un censimento delle utenze, un aggiornamento degli elenchi. Il costo invece oggi ricade solo sugli agricoltori e sugli allevatori, perché facilmente individuabili. Mentre una parte degli hobbisti sfugge al ruolo e non paga un euro». (se.lu.)

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