Da Carlo Careddu una bocciatura: «Trasformismo»
Le new entry nel Pd non piacciono al Pd. L’anima democratica che riconosce come segretario Graziano Asara e non Angela Corda critica le nuove tessere. «I recenti ingressi sono una plastica...
Le new entry nel Pd non piacciono al Pd. L’anima democratica che riconosce come segretario Graziano Asara e non Angela Corda critica le nuove tessere. «I recenti ingressi sono una plastica rappresentazione del trasformismo più spinto, soprattutto da parte di chi fino all'altro ieri (elezioni politiche 2013 e regionali 2014) rappresentava la Destra da candidato convinto ed entusiasta – si legge in una nota firmata da Graziano Asara, Verdiana Canu, Carlo Careddu (foto), Giuseppe Meloni, Andrea Viola e Tomaso Visicale –. Non biasimiamo chi, folgorato sulla via di Damasco, ha cambiato ideali e partito. L'ennesimo. Ne risponderà alla propria coscienza e al suo elettorato. Spiace invece registrare come la regia di questa operazione sia da ascrivere a chi, a suo dire democratico della prima ora, non disdegna di arruolare nuovi soldati, a prescindere dalla loro provenienza, pur di affermare le proprie logiche di potere». I ribelli del Pd rivendicano l’importanza dei valori di centrosinistra. «Questa storia non ha niente a che fare con gli ideali, i percorsi condivisi e la buona politica. È solo il vecchio che avanza, si trasforma e si ricicla: gattopardi al servizio della vecchia politica, perché tutto cambi per rimanere come è. Noi lavoriamo per un partito che accolga, ma non secondo una logica opportunistica. Il partito non è un autobus su cui si sale e si scende quando si vuole e i valori non si cambiano come vestiti». (se.lu.)
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